E anche quest’anno il raccolto di questi ortaggi estivi si preannuncia abbondante e di buona qualità. La pianta della melanzana ha un fusto eretto, parzialmente lignificato, che può crescere fino ad un’altezza di oltre un metro. Sviluppa un’apparato radicale a fittone ma senza scendere oltre i 50/60 cm di profondità, sufficientemente espanso.

Il frutto è collegato alla pianta da un lungo peduncolo, spesso legnoso, ricoperto di spine, che arriva al frutto avvolgendolo all’apice con un calice anch’esso spinoso. In pratica, una bacca di forma allungata o più o meno sferica, a polpa bianca spugnosa, dal sapore molto amarognolo e piccantino, con numerosi semi appiattiti di colore giallo paglierino.

Un ortaggio rustico e semplice da coltivare, resistente alla siccità e amante dei climi miti.  Resistenti alle malattie, il loro maggiore punto debole è legato al clima, visto che il freddo può fermare la crescita della pianta rendendola nana, mentre un eccessivo caldo blocca il raccolto: se le condizioni sono sfavorevoli è possibile, infatti, che si verifichi la caduta anormale e prematura dei fiori con conseguente perdita dei frutti.

Comunque, sono piante che richiedono un terreno ricco di sostanze nutritive, molto umido ma che non provochi ristagni. Per prevenire eventuali patologie alla pianta è importante preparare bene il terreno con una vangatura profonda, in modo da renderlo sciolto e drenante.

In genere, si semina a marzo in semenzaio protetto, mentre il trapianto a dimora nell’orto viene fatto generalmente a fine aprile o maggio. Dopo aver seminato oppure acquistato le piantine pronte in vivaio, occorre trapiantare in campo.

In pieno campo la piantina si mette ad almeno 80 cm tra le file e 60 cm lungo la fila. Sono piante che si sviluppano abbastanza e hanno bisogno di spazio e luce, per cui non conviene metterle troppo serrate.

Le operazioni di coltivazione della melanzana da orto sono un normale controllo delle erbe infestanti, su cui la pianta comunque domina senza troppi problemi per via delle sue dimensioni. Bisogna sarchiare prevalentemente attorno alle piante giovani. Può essere utile anche un “rinforzo” di concimazione prima della produzione dei frutti, ma facendo attenzione a non eccedere con l’azoto.

Occorrono dei tutori per sostenere la pianta, anche se il fusto lignifica bene ed è resistente. Alcune varietà di melanzane hanno frutti che pesano parecchio e caricano i rami di un arbusto dal fusto comunque limitato, che potrebbe piegarsi se non viene sostenuto adeguatamente. In genere, si utilizzano canne di bambù o appositi pali di legno cui legare il fusto man mano che cresce.

I frutti si raccolgono circa una decina di giorni dopo l’allegazione dei fiori, prima che il frutto diventi duro. La melanzana matura si riconosce per la sua buccia brillante, il frutto poi invecchia e lo si nota dalla perdita di lucentezza, da qui assume un colore giallastro-marrone, che diventa duro e legnoso. Importante, quindi, non aspettare troppo per il raccolto e scegliere il momento giusto.

Vanno consumate solo previa cottura, perchè crude sono tossiche, per via del contenuto di solanina, la sostanza responsabile del loro sapore amaro e può causare mal di testa, nausea e vomito.

La cottura elimina o disattiva in gran parte questa sostanza, e quindi diventano più saporiti al palato e poi esi evita di avere problemi di salute. Molte ricette prevedono una fase preliminare alla vera e propria cottura che è la salatura delle melanzane a cui devono seguire il risciacquo e l’asciugatura.

Protagoniste di tante ricette estive, si possono gustare cotte al forno, al vapore, alla griglia, ripassate in padella e fritte. Se punti a mantenere la linea e a consumarle in maniera leggera, allora è da privilegiare la cottura al forno, grigliate oppure conservate sott’olio.

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