Correre in discesa non è il massimo. Possono bastare pochi tratti di dislivello negativo per causare dolori alle gambe se non il vero e proprio rischio di infortuni. Con i dovuti accorgimenti, però, si può affrontare tranquillamente una discesa, più o meno ripida, evitando traumi a muscoli e tendini.

Come prima cosa, è bene non seguire l’istinto, che direbbe di tenere indietro le spalle, e invece assecondare il movimento lasciando che le spalle si proiettino a valle: la postura corretta è infatti quella con le spalle perpendicolari all’appoggio dei piedi.

Così facendo si riduce anche il rischio di spasmi costali dovuti alla pressione del diaframma su fegato e milza.

Un altro errore istintivo è quello di appoggiare per primo il tallone, come a voler frenare la caduta: questa tecnica scorretta non solo espone la zona del tallone a potenziali microtraumi, ma provoca anche sofferenza al quadricipite della coscia e al tendine rotuleo: mantenendo la corretta postura con le spalle in avanti si è anche indotti ad appoggiare prevalentemente la pianta del piede se non proprio l’avampiede, rendendo la corsa in discesa più fluida e meno traumatica.

Inevitabilmente però correndo in discesa ti ritrovi con un movimento scomposto delle braccia, con gli avambracci che non sfiorano più le creste iliache ma tendono a mulinare e roteare scomposti: per riprendere una corsa composta e fluida, basta accorciare i passi, riducendo la velocità e riacquistando il giusto equilibrio.

Infine, per non correre a strappi e continui contraccolpi, è importante anche che lo sguardo sia sempre qualche passo avanti rispetto al punto in cui appoggiano i piedi: così si riesce a prevenire le eventuali irregolarità del terreno adattandovisi per tempo.

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