L’aglio è un alimento dalle notevoli proprietà benefiche, per questo motivo non può mancare in un orto domestico che si rispetti. Si semina tipicamente durante l’inverno oppure a febbraio prima della primavera.

Si tratta di una pianta erbacea perenne bulbosa, conosciuta fin dai tempi antichi e di origine asiatica, nell’orto si coltiva come pianta annuale riproducendola poi tramite i bulbilli per divisione degli spicchi d’aglio. Il bulbo è protetto da una tunica protettiva e contiene internamente un numero variabile di spicchi, da 6 a 25. Ogni bulbillo contiene una gemma che può dare origine a una nuova pianta.

L’aglio ama terreni leggeri, sciolti e teme i ristagni d’acqua. Non necessita di particolari cure e resiste bene anche al freddo intenso. Si riproduce piantando gli spicchi che si ottengono dividendo il bulbo (capocchia). Si piantano per file, interrandoli leggermente con la punta rivolta verso l’alto. le distanze da mantenere tra i bulbilli devono essere di 20 cm tra le file e di 10 cm lungo la fila.

Laglio coltivato in pieno campo non necessita molta irrigazione; generalmente, bastano le piogge nei mesi tra la primavera e l’estate, se non piove tanto, può essere utile irrigare per avere dei bulbi di buone dimensioni.

A bulbo sviluppato non si deve più bagnare per non favorire muffe e malattie che provocano marciume del bulbo stesso.

I bulbi d’aglio si raccolgono  a 5 – 6 mesi dalla semina degli spicchi. Quando il gambo si piega e si svuota, è arrivato il  momento del raccolto. Questo succede perchè si interrompono gli scambi clorofilliani tra le foglie e il bulbo. Piegare il gambo non ha senso, lo scambio clorofilliano si ferma da solo.

Dopo la raccolta si fa seccare al sole per un paio di giorni, poi per conservarlo al riparo da muffe, lo si tiene appeso in luoghi freschi e ombreggiati.

VARIETA’ DI AGLIO COLTIVATI

Aglio di Voghiera DOP: è la varietà più coltivata in Italia, il nome indica uno dei cinque comuni dell’entroterra ferrarese in cui viene prodotto. Capocchia bianca, il gusto è particolarmente dolce e delicato, meno pungente rispetto ad altre varietà e adatto anche a chi non ama o non digerisce l’aglio

Aglio piacentino: grandi dimensioni e alta produttività, è particolarmente apprezzato per le sue doti di conservabilità; in alcuni casi oltre un anno e per il gusto deciso e avvolgente.

Aglio Polesano DOP: coltivato in Veneto nella provincia di Rovigo, definito l’oro bianco del Polesine, ha un’aroma delicata e sapore intenso.

Aglio bianco napoletano: con le sue timide striature di colore rosa, si presta alla tipica treccia protagonista di tante cartoline da stereotipo che tuttavia non perdono mai il loro fascino.

Aglio rosa di Primaticcio: sapore molto delicato, è una varietà coltivata soprattutto nel centro-nord Italia.

Aglio rosa di Lautrec: varietà molto antica, nota fin dai tempi del medioevo e viene tradizionalmente confezionato in grappoli, in francese manouille. Di origine francese, appunto, portato alla ribalta negli anni ’50 e oggi tutelato da IGP, è particolarmente rinomato per il gusto dolce ed estremamente delicato, tanto da poter essere consumato senza troppi problemi.

Aglio di Vessalico:  coltivato nell’entroterra ligure di Albenga, si coltiva in piccoli terrazzamenti in altitudine, confezionato in “reste”, le lunghissime trecce realizzate rigorosamente a mano e in precisi momenti della giornata in cui i livelli di umidità è maggiore. In questo modo le foglie intrecciate non si spezzano, garantendo una maggiore conservabilità delle teste essiccate.

Aglio rosso di Sulmona. Varietà coltivata in terra abruzzese, ha un’elevata conservabilità, sapore molto intenso e comprovate proprietà antisettiche ipotensive e antibiotiche.

Aglio rosso di Nubia: varietà dal sapore piccante e ricchissimo di allicina, viene prodotto a Paceco, piccolo comune della provincia di Trapani.

Aglio rosso maremmano: dimensioni ridotte, ma si difende bene sul piano di gusto e olfatto, particolarmente incisivi e pungenti. Il modo migliore per gustarlo? Una bella bruschetta di pane casereccio, olio extravergine d’oliva e una bella sfregata di questo piccolo, grande insaporitore naturale.

Aglio di Caraglio. Prodotto nel cuore della Valle Grana, provincia  di Cuneo, sapore  e odore delicato, oltre a una buona (e apprezzata) digeribilità.

Aglio di Resia. Varietà dal colore rossastro e di piccole dimensioni, prodotto in un territorio al confine tra l’Italia e Slovenia.

Aglio rosso di Nicastro. Ha dimensioni medie, profumo intenso e sapore poco amaro. Prodotto storico di Lamezia Terme, provincia di Catanzaro.

Antico aglio dell’Ufita. Aroma intenso e sapore piccante, prodotto nella Valle Ufiata in Irpinia.

Aglio rosso di Proceno. Prodotto in questo comune del viterbese, ha un colore rosso acceso e si caratterizza per la buona digeribilità e lunga conservazione.

Aglio della Chiana. Grandi dimensioni, il suo peso può variare dai 200 ai 600 grammi. Ha un gusto delicatissimo dalle conseguenze si alito e digestione davvero irrisorie; per questo motivo è chiamato “aglio del Bacio” o “degli innamorati”.

PROPRIETA’ E BENEFICI DELL’AGLIO

L’aglio ha tantissime proprietà curative tanto da elevarlo quasi al livello di trattamento taumaturgico per malattie cardiovascolari, ipertensione, certe forme di cancro, per combattere efficacemente vari tipi di parassiti intestinali.

Ricco di vitamina C, A, B, E,sali minerali e allina, quest’ultima una sostanza preziosissima in grado di migliorare circolazione sanguigna, rafforzare il sistema immunitario, stimolare il sistema osseo-articolare e svolgere un’azione antiobesità. Ovviamente, per massimizzare tutte queste proprietà è necessario mangiarlo crudo e qui, purtroppo, molti, per evitare di alterare l’odore dell’alito, e quindi avere problemi nei rapporti, evitano di mangiarlo così o di non mangiarlo affatto.

Il problema dell’alitosi è provocato, però, principalmente, da quel filettino bianco o verde chiaro che viene fuori quando si taglia a metà uno spicchio d’aglio.

Se dopo aver tagliato a metà nel senso della lunghezza uno spicchio d’aglio e con la punta di un coltellino elimini questa parte chiamata anima o cuore dell’aglio, si smorzerà di molto il sapore pungente, per la gioia sia dell’alito ma anche dei piatti che verranno conditi,  che avranno un profumo leggero e delicato.

Dopo il pasto, invece,  qualora dovesse persistere un sentore di aglio, bevi del tè verde, oppure mangia della frutta, tipo una mela. Anche il latte può essere un ottimo rimedio, purchè sia intero, perchè più ricco di grassi utili a catturare le sostanze che causano il cattivo odore in bocca.

USI IN CUCINA

In cucina gli impieghi dell’aglio sono numerosi:  auspicabile consumarlo crudo, l’aglio è un insaporitore di verdure crude e cotte. Fresco può essere consumato strofinato sul pane con olio extravergine d’oliva.

E’ tra gli ingredienti del tradizionale pesto genovese, la salsa ottenuta da battuto di foglie di basilico, aglio, pecorino dolce grattugiato, pinoli, olio extravergine d’oliva e sale. Rende deliziose zuppe e frittate a cui viene aggiunto.

Un buon sistema per aromatizzare conserve salate è utilizzare olio aromatizzato all’aglio. Prepararlo è semplice: basta pulire l’aglio, a cui si aggiunge del rosmarino o in alternativa del prezzemolo tritato. Gli ingredienti si possono racchiudere in una velina per evitare dispersioni, quindi immergersi nell’olio all’interno di un barattolino.

In poco tempo,  avrai a disposizione un buon olio aromatizzato che potrai usare per le conserve, per condire le insalate, pizze, oppure per irrorare bruschette di pane leggermente abbrustolito.

L’aglio fresco va conservato in luogo ben asciutto e fresco, preferibilmente al buio, lontano da fonti di calore, in questo modo si conserverà per un paio di mesi.

Attenzione a non eccedere con le quantità: ok uno spicchio d’aglio crudo al giorno, se superi questa dose, andrai incontro a problemi di tipo intestinale.

CosimoC.

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