La catalogna è una varietà di cicoria caratterizzata da foglie verdi, dritte e allungate, la loro forma assomiglia molto a quella degli asparagi, difatti, molti la identificano con il termine di cicoria asparago. Ma le due verdure, però, non hanno niente in comune.

Esistono molte varietà di catalogna, caratterizzate dal cespo di foglie allungate, dal margine dritto o frastagliato e, una varietà che merita particolare attenzione, è quella che presenta dei germogli teneri e carnosi, racchiusi all’interno delle foglie, adatte per un consumo a crudo. Una verdura dal sapore piuttosto amaro.  Foglie e germogli diventano un contorno davvero ottimo se vengono cucinate in brodo o ripassate in padella, oppure mangiate entrambi crude in insalata. La coltivazione di questo tipo di catalogna, molto diffusa in alcune regioni del sud dell’Italia, è abbastanza semplice, resiste bene anche a temperature piuttosto basse, con dei buoni raccolti durante il periodo invernale e anche nella prima parte del periodo primaverile. In Puglia le varietà diffuse sono:

  • Catalogna brindisina
  • Cicoria puntarelle di Galatina
  • Cicoria puntarelle di Molfetta.

La catalogna è una coltura rustica in grado di crescere bene in diversi climi, richiede temperature oltre i 5 gradi per vegetare e la sua temperatura ottimale sta tra i 15  e i 20 gradi. Predilige posizioni mediamente soleggiate e il terreno non eccessivamente deve essere concimato. Anzi, spesso subentra ad altre piante e può sfruttare i residui della loro concimazione.

Per cominciare a coltivare la catalogna si parte seminando o piantando la piantina. La semina di questa verdura si può fare direttamente in orto oppure partire dai vasetti e far sviluppare la piantina. Se si sceglie di far sviluppare la piantina in pane di terra, il trapianto dovrà avvenire dopo 35 – 40 giorni dalla semina.

Come periodo si semina in genere da giugno a settembre, sfruttando la stagione autunno invernale. Meglio evitare di avere in campo questa pianta nei mesi estivi, quando calore e aridità la porterebbero in stato di sofferenza e possono causarne la pre-fioritura.

La catalogna chiede un suolo drenante e ben lavorato: meglio quindi lavorare la terra in profondità con la vanga. Bisogna poi zappare e livellare la superficie con un rastrello preparando il letto di semina. Per quanto riguarda il sesto di impianto, si pianta a file, con una distanza di circa 25 – 30 cm tra le piante, mentre tra le file si tiene una distanza di 35 – 40 cm.

L’irrigazione deve essere continua e regolare, questo per avere puntarelle sane e produrne una buona quantità. Le erbe infestanti vanno tenute periodicamente sotto controllo, quindi è bene zappettare nei pressi delle piantine e tenere pulita la loro aiuola da erbacce indesiderate.

La catalogna è una pianta resistente, si ammala raramente. Può essere colpita da alcune malattie, se ci sono condizioni di persistente umidità e ristagno idrico. La cosa più importante è prevenire i problemi con una buona lavorazione del suolo.

PROPRIETA’ E BENEFICI DELLA CATALOGNA

Verdura ricca di acqua e questo non può che avere un’ottima azione diuretica. La presenza di vitamine, in particolare la vitamina A e la vitamina C, e di sali minerali, in particolare calcio, ferro e potassio, la catalogna presenta una forte azione rimineralizzante.

Visto che la catalogna appartiene alla categoria delle erbe amare, risulta essere anche un grande alleato del fegato, stimolando la secrezione della bile. Al suo interno è, inoltre, possibile trovare grandi quantitativi di fibre, ottime per la salute intestinale con risultato lassativo, ma anche ottime per il controllo della glicemia e l’assorbimento del colesterolo cattivo. In grado, infine, di favorire la digestione e funge, inoltre, da importante antiossidante con effetto depurativo e rinfrescante per pelle, capelli e vista.

COME ATTENUARE IL GUSTO AMARO

La catalogna è una verdura dal sapore molto amaro. Specialmente quando è cruda, mangiarla così diventa veramente un’impresa e molti rinunciano a consumarla preferendo quelle più dolci.

Tuttavia, l’amarognolo si può stemperare, in tutto o in parte, seguendo alcune piccole accortezze, che rendono sapore più delicato.

  • Un rimedio è quello di cuocere la catalogna con le patate: basta mettere a bollire tre o quattro patate (già sbucciate) qualche minuto prima di immergere in acqua la catalogna, tagliata e lavata. A fine cottura, è sufficiente scolarla e strizzarla per eliminare l’acqua e utilizzare la verdura oramai addolcita per la preparazione che si desidera.
  • Un altro metodo è quello di cuocere la catalogna con un cucchiaio di bicarbonato, facendo attenzione a strizzarla bene una volta cotta per eliminare il liquido di cottura. In questo caso, però, bisogna tenere conto che l’uso del bicarbonato in cottura altera il colore verde tipico di questa verdura, rendendole opache e, a volte, scure, impoverendole anche di preziose sostanze nutritive.
  • Fai sbollentare la catalogna per 5 minuti per poi scolarle e metterle in acqua ghiacciata. Dopo questa operazione, è sufficiente stendere la verdura ad asciugare su un canovaccio pulito.
  • Cuocere la catalogna con limone e aceto. A fine cottura, basterà sciacquarla con acqua fresca, scolarla, strizzarla e condirla con olio, sale e limone.

USI IN CUCINA

Di solito, questa verdura viene bollita e poi condita con olio e  succo di limone. Altra possibilità è ripassarla in padella con aglio e peperoncino e brodo vegetale. La cottura, se da un lato addolcisce il sapore rendendolo decisamente meno amara, dall’altro bisogna mettere in conto che si stanno perdendo gran parte delle sue proprietà nutrizionali.

Altra soluzione è aggiungerla alle zuppe, oppure servirla ripassata in padella su un letto di hummus di ceci o purea di fave. Aggiungi un paio di fette di pane tostato, qualche erba aromatica ed un filo di olio evo, ed ecco un piatto da leccarsi i baffi!

CosimoC.

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