I cavolfiori sono uno dei principali ortaggi della famiglia dei cavoli. Il periodo di maturazione varia a seconda delle tipologie considerate: le precocissime, che vengono raccolte a ottobre; le precoci, raccolte a novembre – dicembre; la varietà invernale tipica di gennaio e febbraio; le tardive, si raccolgono da  marzo a maggio. Si tratta di una coltivazione interessante, che non manca nel mio orto invernale.

La pianta ha un ciclo colturale biennale, forma una radice fittonante profonda che serve a sostenere il fusto sulla cui sommità si formerà una corposa infiorescenza a palla. Quest’ultimo è chiamato corimbo ed è appunto la parte che si mangia. Rispetto agli altri cavoli, si distingue per il colore bianco dei fiori, che gli vale appunto l’appellativo di cavolo fiore. Anche le foglie sono commestibili come verdura cotta, soprattutto le più giovani, spesso si usa metterle in zuppe e minestre.

Una pianta che non soffre il freddo, al contrario il caldo eccessivo lo porta in sofferenza, Difatti, nel periodo estivo queste verdure difficilmente saranno disponibili nell’orto. A livello di terreno, richiede un suolo di medio impasto che sia abbastanza umido. Il cavolfiore teme decisamente la siccità, soprattutto quando la piantina è ancora piccola e quindi la radice poco profonda. Quindi si deve coltivare in terreni ricchi di sostanza organica, ottimo il letame maturo.

Piuttosto che la semina diretta in campo è meglio seminare in semenzaio e far crescere le piantine in ambiente protetto. Il seme si pone a 1 cm di profondità, curando che il terriccio non secchi mai durante il periodo di germinazione e di sviluppo della piantina. Il trapianto deve avvenire in genere dopo circa 40 giorni dalla semina. Il periodo ideale per trapiantare dipende a seconda della varietà scelta, dove il clima è molto caldo in genere è meglio evitare di mettere nell’orto piantine giovani in periodi di grande calura e aridità.

Per quanto riguarda il sesto di impianto, la pianta di cavolfiore è esigente in termini di spazi, quindi le piantine devono stare a 50/60 cm di distanza l’una dall’altra. Finchè la pianta è piccola bisogna tenere ben libero il terreno dalle infestanti con sarchiature frequenti, evitando che si formi una crosta superficiale sul terreno che lo renda arido e duro. Con la crescita la pianta assume una dimensione sufficiente a difendersi dalla concorrenza delle erbe spontanee, ombreggiando con le foglie il suolo attorno al fusto. Può essere utile la tecnica della pacciamatura, che aiuta anche a mantenere l’umidità.

L’irrigazione deve essere frequente, perchè nel momento in cui si sente privata di acqua la pianta apre il cespo e i fiori si allungano distanziandosi tra loro, rovinando il raccolto. Per raccogliere un corimbo di buone dimensioni e ancora compatto è opportuno quindi non far mai mancare l’acqua nel terreno, evitando però di creare ristagni. Per questo, meglio bagnare spesso ma senza esagerare!

Il cavolfiore si vede facilmente quando è pronto: quando il corimbo è pienamente sviluppato e ancora compatto. Occorre fare attenzione a coglierlo prima che inizi a separare i fiori, tenendo conto che siccità o gelate accelerano la montata a seme che porta l’aprirsi del cespo. Quindi una volta individuato il momento giusto, meglio non lasciare troppo a lungo il cavolo nell’orto.

PROPRIETA’ E BENEFICI

I cavolfiori sono ricchi di potassio, sodio, calcio, magnesiovitamina A, vitamina C, alcune vitamine del gruppo B, vitamina K e fibra. Il contenuto di fibra mantiene in salute l’intestino, regolarizza i livelli di glicemia nel sangue e livelli normali di colesterolo nel sangue. Un consumo regolare di cavolfiore aiuta a combattere pressione alta e a depurare il fegato. Grazie al contenuto di vitamina A e C (più alto di quello dell’arancia) il cavolfiore contribuisce a contrastare l’invecchiamento precoce delle cellule e a proteggere il sistema immunitario. La vitamina C, inoltre, facilita l’assorbimento del ferro da parte del nostro organismo.

Il cavolfiore è utile anche per lo sviluppo cerebrale. Mangiarlo in gravidanza significa migliorare l’accrescimento e le connessioni dei neuroni dell’ippocampo, una regione del cervello coinvolta nell’apprendimento e nella memoria. Un consumo regolare previene i danni al sistema nervoso, migliorando le difese contro il morbo di Alzheimer e la demenza senile. Infine, sono molti gli studi che hanno dimostrato come il buon contenuto di due sostanze nei cavolfiori (glucosinolati e isotiocianati) contribuiscano a rendere i cavolfiori alimenti ad azione antitumorale, soprattutto per il cancro al seno, al colon e alla prostata.

USI IN CUCINA

Il cavolfiore quando lo cuoci ha il problema di sprigionare un odore non tanto gradito, per via  del contenuto di alcune sostanze.

Esiste un metodo per eliminarlo: mettere sul coperchio della pentola in cui si cuoce il cavolfiore un pezzo di pane raffermo bagnato con aceto. Quest’ultimo assorbirà la parte sgradevole dei gas emanati. Ottime le creme e le vellutate a base di cavolfiore, perchè è un ortaggio utile a legare diversi ingredienti, senza essere invasivo dal punto di vista del sapore. Con le cime di cavolfiore si possono realizzare ottime paste e risotti. Inoltre, può essere trasformato i sfiziose polpette, in hamburger vegetali e anche frittelle

Uno dei piatti più apprezzati è quello che lo vede al forno gratinato: ma puoi anche saltarlo in padella dopo averlo leggermente lessato, condendolo con aglio e odori vari, o con spezie come curcuma e peperoncino. Infine può diventare una deliziosa farcitura per torte salate dopo aver sbollentato per pochi minuti tutte le cimette in acqua leggermente salata.

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