Infiorescenze dal gusto molto deciso e un pò amarognolo, i primi semi di questa verdura invernale sarebbero stati importati dai Genovesi dal lontano Oriente e in Europa, pare che a coltivarli per primi furono i francesi. Questa è una teoria, cui se ne contrappone un’altra secondo cui le cime di rapa sarebbero arrivate nel vecchio continente più tardi, soltanto nel XVII  secolo, sotto il nome di cavolo di Siria o cavolo di Cipro. Le prime coltivazioni su larga scala trovano spazio nel Regno di Napoli per poi essere estese a stretto giro anche al Nord, nella Pianura Padana.

I semi si piantano in estate o a inizio autunno, anche se molto spesso e per ragioni di comodità vengono direttamente trapiantate le piantine. Le file si piazzano ad una trentina di centimetri l’una dall’altra.

Nella prima fase vegetativa la pianta emette una rosetta basale di foglie, in fase riproduttiva svilupperà gli steli che sfoceranno in infiorescenze verdi e tenere.

La raccolta delle prime infiorescenze si effettua fine autunno e va avanti fino a tutto l’inverno. In genere, l’infiorescenza viene recisa assieme a tutto lo stelo, foglie comprese.

E’ importante eseguire delle zappature o dei diradamenti manuali per eliminare le erbe infestanti, non andando però molto in profondità per non far del male alle radici.

Questa verdura o la ami o la detesti! Se fai parte della schiera di coloro che adorano gustare questo ortaggio, ritieniti fortunato, perchè le cime di rapa oltre ad essere squisite, sono ricche di proprietà e hanno pochissime controindicazioni.

Depurative, contribuiscono, ad eliminare scorie e tossine dall’organismo per il loro contenuto importante di acqua.

PROPRIETA’ E BENEFICI

Ricche di vitamina C, vitamina A, fibre e sali minerali ( in particolare, calcio, ferro, fosforo), un alimento sano, leggero che  assicura benessere a occhi, pelle, ossa, unghie, capelli e sistema cardiovascolare.

Le controindicazioni sono più che altro legate al fatto che ci sono patologie in corso a carico dei reni. Le cime di rapa sono ricche di purina, sostanza che, in presenza di un consumo elevato, porta ad accentuare il problema dello sviluppo di calcoli renali.

USI IN CUCINA

Per la scienza è Brassica rapa sylvestris, in Puglia più semplicemente è la cim’d’rap. Pestilenziale puzza durante la lessatura e delizia per il palato quando la cottura è terminata.

La mondatura è essenziale per apprezzarne il gusto dolce e non ritrovarsi le papille gustative infestate dell’amarognolo molto accentuato tipico del gambo e foglie più grandi.

Se li acquisti dall’ortolano di fiducia, gli steli devono essere sottili e sodi, le foglie verdi e le infiorescenze chiuse, ancora prive del caratteristico fiorellino giallo. Questo aspetto è tassativo: per quanto il fiore schiuso sia bellissimo nei campi, in cucina denota la mancata freschezza del prodotto.

Sono verdure che necessitano di una cottura per essere consumate e sono diventate famosissime per essere la verdura che da sapore e gusto al piatto tipico della cucina pugliese: orecchiette con le cime di rapa. Ma sono ottime anche come contorno, saltate in padella con olio e acciughe, oppure condite con succo di limone, olio extravergine d’oliva e sale, per un piatto semplice e gustoso.

CosimoC.

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