I mandarini sono piccoli agrumi color arancione, dolci e profumati, che abbondano sui miei due alberi nel periodo invernale. La buccia sottile e di facile rimozione, racchiude dei succosissimi spicchi di colore arancio chiaro.

L’albero, in genere, raggiunge altezze variabili da 2 a 4 metri; se le condizioni climatiche sono stati congeniali, arriva a produrre fino a 700 – 800 frutti.

La storia di questo arbusto è molto antico e affonda le sue radici nelle zone tropicali dell’Asia e, in particolare, nella Cina meridionale.

Il suo nome, infatti, deriva proprio da mandarini: le più alte autorità cinesi esistenti quando questa pianta raggiunse il bacino del Mediterraneo all’inizio del XIX secolo.

Venne importato in Spagna e Portogallo e così è arrivato nell’area meridionale dell’Italia, dove la pianta ha trovato un ambiente perfetto per il proprio sviluppo, soprattutto in Sicilia. Troviamo delle coltivazioni molto interessanti, però, anche in Calabria, Puglia e Campania.

PROPRIETA’ E BENEFICI DEI MANDARINI

Tra gli agrumi è quello più ricco di zuccheri, il che lo rende il più dolce, ma anche il più calorico di questa categoria di frutti. La buccia è molto preziosa, perchè ricca di limonane, una sostanza antiossidante utilizzata per ricavare un olio essenziale che cura la cellulite.

Ricchi di vitamina C, vitamine del gruppo B, A e P, acido folico e diversi minerali tra cui magnesio, potassio e ferro. Ottimo gustato nel tardo pomeriggio in quanto ricco di bromo, una sostanza che favorisce il sonno e il rilassamento.

Facilmente digeribili aiutano il regolare funzionamento dell’intestino. Alleati anche nella prevenzione di malattie da raffreddamento e nel proteggere capillari e ossa.

USI IN CUCINA

I mandarini sono pronti da mangiare, non richiedono di essere lavati prima del consumo, nè necessitano l’uso di utensili particolari per essere sbucciati. Hanno una consistenza morbida che li rendono ideali da mangiare anche per persone con ridotta capacità di masticazione come anziani e bambini.

In cucina si possono inserire in spicchi in sfiziose insalate o macedonie. Ottime le spremute e le centrifughe, le marmellate, utilizzando anche la buccia (flavedo), che va ripulita della parte bianca ed amara (albedo), e i dolci.

Per capire se un mandarino è buono basta “testare” il suo peso ( che deve essere consistente rispetto al volume); inoltre, la buccia deve essere tesa e molto “attaccata” alla polpa. Si conservano a temperatura ambiente per una settimana; se si vuole conservarli più a lungo, invece, vanno riposti in un luogo fresco (frigo), dove si manterranno intatti anche fino a 12 – 13 giorni.

CosimoC.

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