Dentro un guscio, duro e protettivo, si nasconde un seme delizioso e ricco di tanti nutrienti benefici per la salute. L’albero di questi frutti, il mandorlo, ha origini asiatiche ma è presente nel bacino del Mediterraneo da oltre 4000 anni. In Italia, Sicilia e Puglia sono le due regioni dove si concentra la gran parte della produzione nazionale. Negli ultimi quattro decenni scorsi, si è assistito ad una drastica riduzione delle superfici adibite alla coltivazione di alberi di mandorle, tuttavia, le varietà coltivate rimangono tutto sommato presenti; basti pensare che nella sola zona del Salento le varietà presenti sono più di dieci e anche di ottima qualità.

In primavera, quando le mandorle sono ancora sugli alberi ed entrano  della maturazione, i gusci, legnosi, color marrone, sono avvolti dal mallo. Il seme, invece, da uno stadio acquoso e avvolto da una pellicina di colore giallo, diventa sempre più solido fino a diventare di colore bianco, con la pellicina che da gialla diventa marrone, quando si arriva al periodo di raccolta delle mandorle, cioè in estate inoltrata.

Quando il mallo si schiude (fine del mese di agosto), è arrivato il momento della loro raccolta. Per la raccolta, si stendono delle reti sotto la chioma dell’albero, con dei lunghi bastoni chiamate “verghe”, si scuotono i rami e si fanno cadere sulla rete tutte le mandorle.

E’ un lavoro piacevole e di grande soddisfazione che adoro fare di buon mattino, per evitare il caldo eccessivo delle ore centrali della giornata. Terminata la raccolta, tutte le mandorle verranno trasportare a casa e qui ripulite del mallo. Le mandorle che si sono mantenute in ottimo stato verranno stese a terra o su dei teli per farle essiccare. Se le giornate sono state clementi, nel giro di una settimana,  sono pronte per essere immesse nei sacchetti e riposti in luogo il più possibile al riparo da luce, aria e calore eccessivo, da usare poi in cucina nella preparazione di tante ricette.

PROPRIETA’ E BENEFICI DELLE MANDORLE

Le mandorle sono frutti davvero straordinari: sia nella polpa che nella pellicina sono conservati oltre venti sostanze ad elevato potere antiossidante e ad azione energizzante. Ottima l’idea di includerli nella prima colazione oppure nello spuntino di metà mattinata o metà pomeriggio, a patto però di non esagerare!

Sono ricche di vitamina E, sali minerali, fibre e proteine nobili, i frutti ideali per proteggere il nostro organismo dall’azione dei radicali liberi, scongiurare lo sviluppo di malattie infiammatorie e varie forme tumorali, e perdere peso. L’importante è non esagerare con la quantità: è sufficiente una porzione di 10 – 12 mandorle al giorno. Oltre alla vitamina E, sono anche ricchi di vitamine del gruppo B, acidi grassi essenziali (omega 3) da renderli benefici per il buon funzionamento del sistema cardiovascolare, ridurre i livelli di trigliceridi e colesterolo cattivo nel sangue. Il contenuto interessante di calcio, ferro e magnesio, inoltre, consentono di ridurre stati di stress, stanchezza e tenere in ottimo stato il tessuto osseo.

USI IN CUCINA

Il modo migliore per consumarle è metterle in ammollo per qualche ora e poi mangiarle con la pelle. Questa accortezza rappresenta una tradizione dei nostri nonni e serve, in primis, ad assimilare meglio le migliori sostanze contenute proprio nella pellicina, e poi l’ammollo allontana l’acido fitico, una sostanza che tende a limitare l’assorbimento dei sali minerali visti prima.

In cucina con le mandorle ti puoi sbizzarrire con tantissime ricette dolci o salate, a cominciare dalla preparazione del latte di mandorla, e poi torte, biscotti, creme, fin anche primi piatti o secondi.

Famoso il pollo alle mandorle, ad esempio, un classico della cucina orientale; il gustosissimo pesto trapanese, una variante del pesto alla genovese, con l’aggiunta di mandorle; il pesto di rucola e mandorle, gustoso condimento per pasta o riso ma ideale anche come salsa per condire bruschette e stuzzichini. E gli esempi potrebbero continuare.

Se sono ancora nel guscio, si conservano in ambiente fresco e asciutto per qualche mese. Se sgusciate, il periodo di conservazione si riduce molto ed occorre conservarle in un vaso ben chiuso.

CosimoC.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo sul tuo social preferito o scrivi un tuo commento qui sotto. Se vuoi rimanere aggiornato con l’attività del blog iscriviti alla Newsletter, segui costantemente i canali social: Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest

Iscrizione alla Newsletter!

SEGUIMI SUI SOCIAL

Categorie

Archivio

Iscrizione alla Newsletter!