E anche quest’anno il raccolto di questi ortaggi estivi si preannuncia abbondante e di buona qualità. La pianta della melanzana ha un fusto eretto, parzialmente lignificato, che può crescere fino ad un’altezza di oltre un metro. Sviluppa un’apparato radicale a fittone ma senza scendere oltre i 50/60 cm di profondità, sufficientemente espanso.

Le foglie, di forma variabile, da ovale ad acuto, sono ampie, di colore verde scuro, alterne, spesso fornite di spine sulle nervature della parte inferiore. La pagina superiore delle foglie, invece, è ricoperta di una fine peluria. La fioritura della pianta avviene verso maggio inoltrato, con fiori ermafroditi dai petali di una vistosa tinta violetta e gli stami gialli.

Il frutto è collegato alla pianta da un lungo peduncolo, spesso legnoso, ricoperto di spine, che arriva al frutto avvolgendolo all’apice con un calice anch’esso spinoso. In pratica, una bacca di forma allungata o più o meno sferica, a polpa bianca spugnosa, dal sapore molto amarognolo e piccantino, con numerosi semi appiattiti di colore giallo paglierino.

Un ortaggio rustico e semplice da coltivare, resistente alla siccità e amante dei climi miti. Insieme a patata, peperone e pomodoro appartiene alla famiglia delle Solanacee, ed è conosciuta scientificamente come Solanum melongena.

Le melanzane sono resistenti alle malattie, il loro maggiore punto debole è legato al clima, visto che il freddo può fermare la crescita della pianta rendendola nana, mentre un eccessivo caldo blocca il raccolto: se le condizioni sono sfavorevoli è possibile, infatti, che si verifichi la caduta anormale e prematura dei fiori con conseguente perdita dei frutti.

Comunque, sono piante che richiedono un terreno ricco di sostanze nutritive, molto umido ma che non provochi ristagni. Per prevenire eventuali patologie alla pianta è importante preparare bene il terreno con una vangatura profonda, in modo da renderlo sciolto e drenante.

In genere, si semina a marzo in semenzaio protetto, mentre il trapianto a dimora nell’orto viene fatto generalmente a fine aprile o maggio. Dopo aver seminato oppure acquistato le piantine pronte in vivaio, occorre trapiantare in campo.

In pieno campo la piantina si mette ad almeno 80 cm tra le file e 60 cm lungo la fila. Sono piante che si sviluppano abbastanza e hanno bisogno di spazio e luce, per cui non conviene metterle troppo serrate.

Le operazioni di coltivazione della melanzana da orto sono un normale controllo delle erbe infestanti, su cui la pianta comunque domina senza troppi problemi per via delle sue dimensioni. Bisogna sarchiare prevalentemente attorno alle piante giovani. Può essere utile anche un “rinforzo” di concimazione prima della produzione dei frutti, ma facendo attenzione a non eccedere con l’azoto.

Occorrono dei tutori per sostenere la pianta, anche se il fusto lignifica bene ed è resistente. Alcune varietà di melanzane hanno frutti che pesano parecchio e caricano i rami di un arbusto dal fusto comunque limitato, che potrebbe piegarsi se non viene sostenuto adeguatamente. In genere, si utilizzano canne di bambù o appositi pali di legno cui legare il fusto man mano che cresce.

La melanzana è una pianta rustica e sono poche le malattie funginee che possono attaccarla (peronospera, fasarium, verticillium daliae). Anche queste orticole possono avere problemi con i soliti afidi, in più dorifora (un piccolo coleottero che colonizza le foglie) e ragnetto rosso.

I frutti si raccolgono circa una decina di giorni dopo l’allegazione dei fiori, prima che il frutto diventi duro. La melanzana matura si riconosce per la sua buccia brillante, il frutto poi invecchia e lo si nota dalla perdita di lucentezza, da qui assume un colore giallastro-marrone, che diventa duro e legnoso. Importante, quindi, non aspettare troppo per il raccolto e scegliere il momento giusto.

VARIETA’ DI MELANZANE

Ortaggi estremamente particolari, sia per la storia che per la loro natura. Arrivarono in Europa nel 1500: originari dell’India e portati in Occidente dagli arabi, conservano nel nome la sua provenienza.

Chiamata in arabo al-badingian, da cui deriva il francese aubergine, in italiano antico era la “petronciana“, poi evoluta in “melanciana” per enfatizzare la sua natura di “melainsana”, ovvero, non commestibile da cruda, al contrario della mela.

Esistono diverse varietà di melanzane di forma, colori e dimensioni differenti. Possono essere allungate, rotonde o ovali, mentre i colori spaziano dal viola scuro al nero,ma esistono anche melanzane gialle, rosate o addirittura bianche.

Melanzana violetta seta. Pianta a crescita vigorosa, produce un’elevata quantità di frutti di forma ovale allungata, dalla polpa morbida e gustosa, buccia liscia, molto sottile di colore viola.

Melanzana violetta messinese. Varietà tipi della zona del messinese, di colore viola intenso, di forma ovale, dal peso medio di 500 – 600 grammi. La buccia si presenta liscia, polpa tenera e dolce con pochi semi. Adatta per fritture o anche per la preparazione della parmigiana e della pasta alla norma.

Melanzana tonda violetta Prosperosa. Forma globosa e di colore violetto intenso, leggermente costoluto, di grossa pezzatura (può raggiungere anche un peso di 400 – 500 grammi). La polpa di questa varietà è di colore bianco candido.

Melanzana violetta palermitana. Frutto di pezzatura grossa, dal peso medio di 400 – 500 grammi, di forma ovale irregolare, di colore viola scuro lucente e calice verde. Polpa tenera e molto gustosa.

Melanzana violetta zuccherina. Melanzana di forma globosa, dal bel colore viola intenso, collettato di bianco in corrispondenza del calice, buccia liscia con leggere solcature longitudinali. Polpa tenera, bianca e dolcissima.

Melanzana bianca. Frutto ovale e leggermente costoluto, ha la polpa di consistenza carnosa e la buccia di un bel colore bianco.

Melanzana zebrina viola. Forma ovale allungata di color crema con leggere striature viola dal peso medio di 150 – 250 grammi

Melanzana mini perlina. Forma allungata a mò di bastoncino, buccia sottile color viola, polpa gustosa, dolce, quasi priva di semi, compatta e poco acquosa, che impedisce di assorbire olio durante una frittura e si possono cuocere anche intere.

Melanzana ovale nera. Media pezzatura, di forma tonda-ovale uniformi tra di loro, di colore nero brillante. Ottima per le conserve sott’olio

Melanzana nera mezza lunga. Foma ovale molto allungata, buccia di colore nero brillante, con polpa bianca di ottima consistenza, in grado di mantenere una buona conservabilità. Ottima anche per le conserve sott’olio.

PROPRIETA’ E BENEFICI

Le melanzanne sono ortaggi ricchi di acqua, sali minerali (in particolare, potassio, fosforo, magnesio e ferro), vitamina A, vitamina del gruppo B, vitamina C, vitamina K e fibre.

Garantiscono il buon funzionamento del sistema cardiocircolatorio, riducono la pressione arteriosa, fanno bene alla vista, al fegato, ai reni e riducono le possibilità di insorgenza di osteoporosi.

Il contenuto di fibre, invece, li rendono un valido alleato per ridurre colesterolo cattivo nel sangue e regolarizzare le funzionalità intestinali.

USI IN CUCINA

Le melanzane vanno consumate solo previa cottura, perchè crude sono tossiche, per via del contenuto di solanina, la sostanza responsabile del loro sapore amaro e può causare mal di testa, nausea e vomito.

La cottura elimina o disattiva in gran parte questa sostanza, e quindi diventano più saporiti al palato e poi esi evita di avere problemi di salute.

Molte ricette prevedono una fase preliminare alla vera e propria cottura che è la salatura delle melanzane a cui devono seguire il risciacquo e l’asciugatura.

Protagoniste di tante ricette estive, si possono gustare cotte al forno, al vapore, alla griglia, ripassate in padella e fritte. Se punti a mantenere la linea e a consumarle in maniera leggera, allora è da privilegiare la cottura al forno, grigliate oppure conservate sott’olio.

Da evitare il più possibile la frittura, in quanto le melanzane hanno il problema di assorbire i grassi della frittura e questo sicuramente vanificherà quel beneficio di dare una mano a ridurre il colesterolo cattivo nel sangue.

CosimoC.

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