E anche quest’anno il raccolto di questi ortaggi tipicamente estivi si preannuncia abbondante e di buona qualità. La pianta della melanzana ha un fusto eretto, parzialmente lignificato, che può crescere fino ad un’altezza di oltre un metro. Sviluppa un’apparato radicale a fittone ma senza scendere oltre i 50/60 cm di profondità, sufficientemente espanso. Le foglie, di forma variabile, da ovale ad acuto, sono ampie, di colore verde scuro, alterne, spesso fornite di spine sulle nervature della parte inferiore. La pagina superiore delle foglie, invece, è ricoperta di una fine peluria. La fioritura della pianta avviene verso maggio inoltrato, con fiori ermafroditi dai petali di una vistosa tinta violetta e gli stami gialli.

Il frutto è collegato alla pianta da un lungo peduncolo, spesso legnoso, ricoperto di spine, che arriva al frutto avvolgendolo all’apice con un calice anch’esso spinoso. In pratica, una bacca di forma allungata o più o meno sferica, a polpa bianca spugnosa, dal sapore molto amarognolo e piccantino, con numerosi semi appiattiti di colore giallo paglierino.

Ortaggi estremamente particolari, sia per la storia che per la loro natura. Arrivarono in Europa nel 1500: originarii dell’India e portati in Occidente dagli arabi, conservano nel nome la sua provenienza. Chiamata in arabo al-badingian, da cui deriva il francese aubergine, in italiano antico era la “petronciana“, poi evoluta in “melanciana” per enfatizzare la sua natura di “melainsana”, ovvero, non commestibile da cruda, al contrario della mela. Esistono diverse varietà di melanzane di forma, colori e dimensioni differenti. Possono essere allungate, rotonde o ovali, mentre i colori spaziano dal viola scuro al nero,ma esistono anche melanzane gialle, rosate o addirittura bianche.

Le melanzanne sono ortaggi ricchi di acqua, sali minerali (in particolare, potassio, fosforo, magnesio e ferro), vitamina A, vitamina del gruppo B, vitamina C, vitamina K e fibre. Garantiscono il buon funzionamento del sistema cardiocircolatorio, riducono la pressione arteriosa, fanno bene alla vista, al fegato, ai reni e riducono le possibilità di insorgenza di osteoporosi. Il contenuto di fibre, invece, li rendono un valido alleato per ridurre colesterolo cattivo nel sangue e regolarizzare le funzionalità intestinali.

Vanno consumate solo previa cottura, perchè crude sono tossiche, per via del contenuto di solanina, la sostanza responsabile del loro sapore amaro e può causare mal di testa, nausea e vomito. La cottura elimina o disattiva in gran parte questa sostanza, e quindi diventano più saporiti al palato e poi esi evita di avere problemi di salute. Molte ricette prevedono una fase preliminare alla vera e propria cottura che è la salatura delle melanzane a cui devono seguire il risciacquo e l’asciugatura.

Protagoniste di tante ricette estive, si possono gustare cotte al forno, al vapore, alla griglia, ripassate in padella e fritte. Se punti a mantenere la linea e a consumarle in maniera leggera, allora è da privilegiare la cottura al forno o grigliate. Da evitare il più possibile la frittura, in quanto le melanzane hanno il problema di assorbire i grassi della frittura e questo sicuramente vanificherà quel beneficio di dare una mano a ridurre il colesterolo cattivo nel sangue.

CosimoC.

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