Pianta aromatica, a carattere cespuglioso,  i ramoscelli possono estendersi fino a superare i 50 centimetri di lunghezza. Cresce bene e si sviluppa tanto se il clima è caldo-umido, ma si adatta anche al clima freddo. L’importante è che il terreno sia ben drenato e non si formino ristagni d’acqua, perchè farebbero marcire le loro deboli radici.

Esistono due modi per far crescere le piantine: il primo è la semina in semenzaio nel periodo invernale, l’altro è quello di seminarlo in primavera già nell’orto o nel campo, possibilmente a ridosso di muri in pietra.

Nel caso in cui si utilizzi un semenzaio, è necessario predisporre un sottile letto di torba sul fondo, sul quale verranno sistemati i semi che verranno poi ricoperti col terriccio. In una decina di giorni, le piantine inizieranno a nascere e procedere con il  raccolto delle prime foglioline verdi.

Se la semina la fai direttamente nel campo, è sufficiente cospargere i semi sul terreno, vangato e fertilizzato e innaffiare bene per qualche giorno fino a che non spuntino le piantine dal sottosuolo. Una volta spuntate le piantine, si procede con lo sfoltimento in modo tale da consentire un pò di spazio tra una pianta e l’altra e quindi farle crescere meglio. La raccolta si fa tagliando gli steli con delle forbici e lasciando intatte le radici, perchè queste il prossimo anno garantiranno un’altro raccolto.

Appena colto bisogna passare all’essiccazione in un luogo fresco, ombreggiato e ventilato. L’ideale potrebbe essere un porticato. I rametti vanno legati a mazzetti e poi appesi per farli essiccare. Una volta secco viene il momento di togliere le foglioline e i fiori dallo stelo e riporre il tutto in vasetti di vetro. In pratica, si prelevano i singoli steli dal mazzo e, facendoli rullare fra i due palmi delle mani, si provoca il distacco e frantumazione di foglioline e fiori, operazione questa che si effettua su un recipiente capiente dove si raccoglie tutta la polvere.

Completata questa prima operazione con tutti i rametti, si procede filtrando la polvere per escludere eventuali pezzi di stelo che si possono essere staccati durante la fase della rullata. Adesso, l’origano è diventata polvere e quindi è pronto per riporlo in un vasetto e conservato in dispensa da usare al momento del bisogno. Impossibile dire quanto tempo occorre per l’essiccazione, tutto dipenderà dal clima e dall’umidità del luogo dove appendi i mazzetti. E’ facilissimo capire quando le foglie e fiori sono secchi al punto da procedere con le operazioni viste prima: basta guardarle e toccarle. Se tendono a sbriciolarsi subito, allora la fase di essiccazione si è completata con successo.

L’origano ha una svariata quantità di proprietà terapeutiche e si colloca come un ottimo rimedio naturale per curare e guarire da raffreddore, stati influenzali e molto altro ancora. Ricco di proprietà antiossidanti, vitamina A, B e C, alcune ricerche recenti evidenziano la capacità di prevenire forme tumorali, inoltre e ottimo per curare meteorismo, cellulite, dolori mestruali e parassiti intestinali. In aromaterapia e floraterapia  è molto prezioso l’olio essenziale, usato come antisettico e per fare massaggi.

E’ la spezia che sa dare una marcia in più a un piatto di insalata di verdure fresche o a base di legumi e cereali, perfetto per aromatizzare piatti a base di carne o pesce.

Il piatto su cui l’origano diventa un “must”? Ma naturalmente la caprese: mozzarella fior di latte tagliata a fettine, accompagnate da fette di pomodori di stagione, il tutto condito con tante spezie a piacere, ma l’origano, ovviamente, è in pole position!

Una vera e proprio estasi per l’olfatto e le papille gustative! Ottimo e obbligatorio nella mia cucina per condire una favolosa frisella con pomodoro, e perchè no…. anche una squisitissima focaccia!

CosimoC.

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