Siamo in estate, la cesta riposta sulla tavola è ricolma di tante varietà di frutta tipica di questa stagione: angurie, ciliegie, albicocche, susine e, naturalmente, ci sono anche loro: le pesche! Frutti estivi, maturano sui miei alberi tra giugno e settembre, si presentano con una polpa succosa, profumata, di colore giallo- arancio o giallo-rosso.

L’albero del pesco, originario della Cina, ha un portamento eretto ed una crescita veloce, raggiunge un’altezza media di 3 – 5 metri, con radici superficiali, rami divaricati e radi, di colore marrone-rossastro, corteccia bruno-grigiastra e foglie strette, dentellate e lanceolate. Tutto sommato la fatica di raggiungere i rami più alti non è molta; anzi, senza usare la scala, riesco, rimanendo a terra, a raccogliere anche le pesche dei rami più in alto.

Le varietà di pesche sono moltissime, quelle che normalmente troviamo sui banchi dell’ortofrutta li possiamo suddividere in tre macro-categorie: pesca comune, buccia vellutata e fornita di una sottilissima peluria e polpa bianca o gialla; pesca noce o nettarina, buccia liscia e  polpa più gialla e soda; percoche, colorazione della buccia chiara, leggermente schiacciate, ideali per essere trasformate in succhi di frutta (la varietà  di pesca che usa maggiormente l’industria conserviera per inondare  gli scaffali dei succhi e bibite gassate dei supermercati di bottigliette ricolme di succo di frutta alla pesca).

Le pesche sono frutti ad elevate proprietà antiossidanti (quindi uno scudo di protezione dagli effetti negativi dei radicali liberi sulla nostra pelle e sugli organi), una fonte importante di vitamina A (benefica durante l’esposizione al sole), vitamina C, (permette, tra le sue tante proprietà di facilitare l’assorbimento del ferro delle carni e delle verdure a foglia verde), sali minerali, in particolare, magnesio potassio e ferro. Insomma, un frutto ad azione diuretica, depurativa, di regolarizzazione del battito cardiaco, anticolesterolo,  che ridà benessere duraturo a pelle, ossa, cappelli, unghia e vista.

Fresche, cotte, sciroppate, in confettura o utilizzate per creare liquori o dolci, in cucina questi deliziosi frutti trovano spazio in tantissime ricette. Uno degli abbinamenti estivi più amati è quello con il tè freddo, a cui la pesca regala aroma e sapore. Puoi anche prepararlo in casa, quello che ti occorre è: 12/16 gr di tè Oolong (un tipo di tè che trovi disponibile in una erboristeria ben fornita), 1 pesca noce dolce, 10 gr. di radice di zenzero, 1 litro d’acqua.

Lava la pesca e riducila a cubetti, scartando il nocciolo. Pela la radice dello zenzero e taglia a pezzi. Porta l’acqua ad ebollizione, ma fai attenzione: dopo aver spento il fuoco, attendi 3 – 5 minuti prima di aggiungere il tè, in quanto questa varietà di tè alla temperatura di 100 °C perderebbe alcune delle caratteristiche organolettiche. Aggiungi quindi il tè e lascia in infusione per circa 6 – 7 minuti. Aggiungi anche lo zenzero e lascia raffreddare a temperatura ambiente in una caraffa e riponi in frigo. A me piace tanto e non perdo occasione per farla.

CosimoC.

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