Un antipasto gustoso e stuzzicante, soffici fuori e morbide dentro. Prepararle è semplicissimo, una volta sbollentate le cimette di cavolfiore, bisognerà preparare una pastella per fritti fatta con farina, acqua, uova e aromi, lasciarla lievitare un pò e successivamente impiegarle per friggere le cimette.

Un classico siciliano, più precisamente di Messina. Consumati ancora caldi sono veramente una delizia!

Ingredienti

  • 1 cavolfiore
  • 3 uova
  • 1 rametto di prezzemolo fresco da tritare
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 cucchiai di Parmigiano grattugiato
  • Sale fino
  • Pepe nero in grani da macinare al momento
  • 3 cucchiai di farina
  • Olio di semi per friggere

Preparazione

  • Dividi il cavolfiore in cime e poi fai cuocere per pochissimi minuti in acqua leggermente salata; scola e fai raffreddare.
  • In una ciotola capiente, sbatti le uova, aggiungi il prezzemolo e l’aglio tritati, il formaggio, il sale, il pepe, la farina e un po’ d’acqua di cottura (quest’ultimo se dovesse risultare troppo denso!). Immergi le cime e mescola.
  • Prendi una padella, versa l’olio di semi, quando sarà bollente, preleva le cime ad una ad una e immergi nell’olio.
  • Fai cuocere per qualche minuto fino a totale doratura.
  • Versa in un vassoio foderato con carta assorbente e subito dopo servi le pastelle ancora calde.

Ortaggi tipici dell’inverno, depurativi, diuretici, ottimi per la salute del cuore, se consumati 2 – 3 volte a settimana, i cavolfiori tollerano bene le basse temperature e proprio per questo è una coltura eco-sostenibile che richiede poca acqua ed energia.

Ricchi di proprietà, contengono, acqua, vitamina C, A, B, K , sali minerali (soprattutto, potassio, calcio, fosforo, ferro) acido folico, fibre. Contengono, inoltre, principi attivi anticancro, antibatterici, antinfiamatori, antiossidanti,  favoriscono la rigenerazione dei tessuti.

Il cavolfiore è particolarmente indicato in caso di diabete, perchè le sue proprietà contribuiscono a controllare i livelli di zucchero nel sangue.

Per essere freschi, devono essere ben chiusi, compatti, con l’infiorescenza soda e senza macchie. Le foglie esterne devono essere croccanti, di una bel colore vivo, e aderenti alla testa.

La superficie leggermente annerita tradisce una cattiva e prolungata conservazione. Il cavolfiore, infatti, è un ortaggio che si deteriora facilmente e quindi va consumato in pochissimi giorni dalla raccolta.

Per il consumo, in genere, vanno bolliti in acqua o cotti al vapore. Si possono gustare gratinati oppure trasformati in vellutate o utilizzati come condimento per paste e minestre.

Quasi sempre si cuociono suddivise in cimette (si abbrevia il tempo di cottura e si riduce il cattivo odore). I tempi di cottura variano: intero 20 minuti circa; divisi in cimette circa 10 – 12 minuti.

CosimoC.

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