Utilizzato da migliaia di anni per aromatizzare alcune pietanze ma anche per i benefici che garantisce alla salute, l’aglio è un superfood che ha sempre accompagnato l’uomo nel corso dei secoli. Gli antichi Egizi sfruttavano le sue proprietà dandolo agli schiavi che costruivano le piramidi per aumentare la resistenza e per prevenire che si ammalassero. Nell’antica Grecia, invece, gli atleti olimpici masticavano pezzi di aglio prima di partecipare ai giochi per migliorare la performance sportiva. Ippocrate, il “padre della medicina occidentale”, sfruttava i suoi innumerevoli benefici, prescrivendolo per curare malattie respiratorie, migliorare la digestione e ridurre la fatica.

Furono i romani a introdurlo in Europa nel corso delle loro campagne militari. Veniva distribuito ai legionari per prevenire le infezioni e per esaltare le loro virtù guerriere. Nel Medioevo, invece, veniva usato per guarire le febbri, la sordità, le emorragie e soprattutto come antidoto nella lotta contro la peste. Ma, fu Louis Pasteur, nel 1858, a descrivere le qualità antibiotiche e, agli inizi del ‘900, Albert Schwetzer lo usò in Africa come rimedio contro la dissenteria. Successivamente, l’impiego venne esteso anche per combattere epidemie di influenza, tifo, difterite, tubercoloso e colera.

PROPRIETA’ E BENEFICI

L’aglio è ricco di vitamina C, vari sali minerali (potassio, calcio, fosforo..), fibre e vari composti solforati tra cui spicca l’allina, responsabile, in pratica, di gran parte del suo odore acre e pungente. Una sinergia di sostanze preziosissime tali da rendere questo bulbo un alimento dotato di un elevato potere antibatterico e antisettico.

Se vuoi sfruttare tutte le sue proprietà, devi mangiarlo a crudo e a stomaco vuoto. La cottura potrebbe, infatti, ridurre queste sue preziosissime proprietà e quando si è a digiuno la capacità dell’aglio di svolgere un’azione antibiotica è al massimo. L’aglio aiutare a stabilizzare la circolazione sanguigna e la pressione arteriosa, prevenendo disturbi cardiovascolari, diabete e colesterolo. Inoltre, agevola una buona digestione, combatte l’inappetenza, mantiene perfettamente funzionante fegato e vescica. Indicato in caso di diarrea, l’aglio favorisce lo sviluppo di un’adeguata flora batterica intestinale.

Agisce anche sull’umore, rivelandosi utile per tenere sotto controllo lo stress e il nervosismo, dal momento che favorisce la produzione da parte dell’organismo di serotonina, comunemente chiamato “l’ormone della felicità”. La sua capacità antibatterica è dovuta all’allicina, capace di avere la meglio su virus, funghi, parassiti, vermi e tossine, favorendo così il benessere e la disintossicazione.

E non finiscono qui i benefici: rafforza le difese immunitarie, tenendo a debita distanza i malanni di stagione come raffreddori, influenza, tosse e affezioni delle vie respiratorie. Secondo uno studio cinese, mangiare aglio crudo due volte a settimana, riduce sensibilmente il rischio di contrarre il cancro ai polmoni.

USI IN CUCINA

Per evitare il sapore troppo aggressivo e permanente, è sufficiente seguire alcune semplicissime accortezze: dopo averlo tagliato longitudinalmente a metà, con la punta di un coltello, si asporta la parte centrale, ovvero quel filetto bianco verde chiaro (anima o cuore dell’aglio), proprio in mezzo allo spicchio. Eliminata questa parte, ecco smorzarsi leggermente il sapore acre e, quindi, i piatti avranno un sapore più delicato. Dopo il pasto, qualora dovesse persistere il sentore, è consigliato bere del tè verde, oppure mangiare una mela o bere del latte, quest’ultimo  meglio se intero, perchè più ricco di grassi utili a catturare le sostanze che causano il cattivo odore in bocca.

Adesso, veniamo alla modalità di una corretta conservazione che eviti il fenomeno della germogliazione, come succede con le patate o le cipolle, dovuto ad una temperatura e tasso di umidità troppo elevati. Se possibile, l’ideale sarebbe poter disporre di una fresca cantina, al riparo da luce, calore e umidità. Però, non tutti hanno questa possibilità, finendo per riporlo in dispensa in casa. In questo caso, quali sono gli accorgimenti da adottare? Innanzitutto, quando lo compri, scegli bulbi che appaiono molto sodi al tatto, con la buccia ben secca, e senza segni di germinazione: l’aglio così durerà più a lungo! Se l’hai raccolto nell’orto di casa, lavalo dal terreno (se hai raccolto più teste d’aglio, una volta lavate le puoi intrecciare tra loro) e lasciarlo seccare per una settimana in un posto buio e asciutto.

La temperatura ideale per la conservazione dell’aglio è intorno ai 10°C, pertanto, in inverno potresti sistemarlo dentro casa o addirittura fuori dal balcone. Se possibile, sistemalo in un sacchetto di carta per uso alimentare (tipo quello del pane) che lo protegge da luce e umido, senza impedire la traspirazione, in modo da evitare che inizia a deteriorarsi. Anche nel periodo estivo, evita di conservarlo in frigo, in quanto la temperatura troppo bassa, insieme al tasso di umidità maggiore, favorirebbe l’insorgere di muffe e il proliferare di batteri; pertanto è meglio scegliere una stanza fresca.

Una volta aperto il bulbo, puoi conservare gli spicchi (con la buccia) sempre a temperatura ambiente, in un contenitore di ceramica o di legno o in un sacchetto di carta o tessuto. Se li hai già pelati, invece, che siano interi o tritati, riponi in contenitore di plastica o alluminio, ben chiusi, in frigorifero e consuma entro pochi giorni. Ricorda che un bulbo di aglio intero può durare fino a un paio di mesi, ma una volta aperto, gli spicchi vanno consumati entro un paio di settimane.

In cucina gli impieghi sono molto numerosi, ma si usa soprattutto come condimento. I bulbi possono essere usati sia crudi, per aromatizzare insalate di verdure crude e cotte, sia cotti per insaporire pietanze di ogni genere. E’ tra gli ingredienti del tradizionale pesto alla genovese, dove lo vede protagonista assieme al basilico fresco, formaggio, pinoli e olio extravergine d’oliva.

Sminuzzato in piccoli pezzi, l’aglio dona tocco di sapore alle insalate verdi e soprattutto alle patate lessate. Tritato in unito al burro regala un gusto delicato al pesce appena sfornato o si può aggiungere ad alcuni formaggi morbidi, trasformandoli in particolari formaggi erborinati, dal sapore unico.

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