L’alloro è un arbusto sempreverde dalle foglie ovali e lucide, alle quali vengono attribuite i maggiori benefici per la salute. Una pianta aromatica perenne, che può diventare anche molto alta se trova il terreno e le condizioni adatte al suo sviluppo, che apprezzo tantissimo e uso tanto in cucina per aromatizzare carni e zuppe. Conosciuto anche come  ottimo rimedio naturale, molti lo usano per scopi ornamentali per realizzare siepi o aiuole.

Le foglie possono essere raccolte e utilizzate tutto l’anno, ma risultano particolarmente ricche di principi benefici e di essenze aromatiche durante l’inverno e all’inizio della primavera. Le bacche, piccole sfere di colore nero, si raccolgono, invece, tra ottobre e novembre.

Il termine alloro deriva dal celtico “laurer”, cioè sempreverde. Era la pianta consacrata a Dio Apollo; i Greci e i Romani, invece, credevano che le sue foglie avessero il potere di comunicare il dono della divinazione.

I Romani ne facevano corone con cui poi cingevano il capo di poeti, musicisti, atleti e condottieri per celebrare il loro trionfo e successo nelle loro imprese. Ancora oggi questo senso di vittoria e premio viene consacrato nei termini di laurea e laureato. Dal latino “laurus”, alloro, che denota il raggiungimento del più alto titolo di studio. Un tempo si credeva che la sua sola presenza scacciasse via gli spiriti maligni e rompesse gli incantesimi.

Il clima preferito dell’alloro è quello Mediterraneo, in particolare quello che ritroviamo nelle zone del Sud Italia. Tuttavia, questa pianta si sviluppa sull’intero Stivale, anche se al meridione tende ad essere spontaneo ed a crescere meglio, perchè, mediamente, predilige temperature calde-umide. Può sopravvivere  e svilupparsi in climi più rigidi, purchè privi di gelate estreme.

Necessita di una buona esposizione al sole nelle stagioni più calde dell’anno, mentre in inverno può richiedere un’adeguata copertura dalle precipitazioni intense. Il terreno ideale è solitamente ben drenato, anche se non eccessivamente ricco di sostanze nutritive.

L’alloro ha, infatti, una grande capacità di adattamento e può attecchire anche su terreni mediamente sabbiosi; inoltre, non richiede concimazioni estenuanti, nè un apporto eccessivo di acqua.

PROPRIETA’ E BENEFICI DELL’ALLORO

Dalla cucina agli infusi, tisane, decotti, il consumo di queste foglie non va assolutamente trascurato, in quanto i benefici e gli usi sono veramente tanti: allevia le coliche, problemi allo stomaco, favorisce l’eliminazione dei gas intestinali, combattendo aerofagia e meteorismo.

L’alloro controlla i livelli di colesterolo e trigliceridi alti nel sangue, permettendo al cuore di funzionare in maniera ottimale e prevenendo, così, malattie gravi come infarto e ictus. Inoltre, il contenuto di flavonoidi, regola la pressione arteriosa e aumenta le difese immunitarie.

L’alloro riesce davvero a lenire numerosi disturbi legati alla quotidianità e allo stress della vita moderna: favorisce il sonno in chi soffre di insonnia, calma il nervosismo, lo stress e lenisce la sindrome pre-mestruale. Ottimo anche per lenire dolori reumatici e articolari, migliorare la vista, purificare i reni, combattere l’alitosi.

USI IN CUCINA

Le foglie di alloro fresche si conservano per pochi giorni, ma possono essere facilmente essiccate in casa, in modo da poter essere utilizzate tutto l’anno in cucina. E’ necessario partire dalle foglie integre, che devono essere sciacquate brevemente sotto l’acqua corrente e asciugate bene con un panno pulito.

A questo punto, si può procedere con l’essiccamento, raccogliendo le foglie in piccoli fasci con l’aiuto di un po di spago da cucina. I mazzetti andranno poi riposti a testa in giù, ancora meglio se all’interno di un sacchetto di carta che accellererà il processo di essiccamento. Con questo metodo le foglie saranno pronte in una decina di giorni (qualcuno in più se si tratta di foglie particolarmente grandi).

Premessa necessaria quando parliamo degli usi in cucina, è ricordare che le foglie di alloro non sono commestibili: si usano per aromatizzare i piatti ma in ogni caso vanno tolte e non ingerite.

In genere, si usano per insaporire carni arrostite o bollite, aromatizzare calde zuppe invernali a base di legumi e cereali. Adatto anche per esaltare il sapore dei pesci, si usa spesso con i gambero e i crostacei. E’ poi indicato con le castagne bollite, i carciofi sott’olio e con le patate al forno.

CosimoC.

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