Una marmellata soda e compatta, si ottiene dapprima facendo bollire in acqua i pezzi delle mele cotogne, per smussare un pò la compattezza della mela cotogna, successivamente si prosegue con una seconda cottura assieme agli altri ingredienti, fino ad ottenere la marmellata. Si consuma a pezzi oppure spalmata su fette di pane.

Oltre a consumarla a colazione o per fare uno spuntino, diventa ottima per aromatizzare piatti di carni stufate, soprattutto pollame e selvaggina. Una volta aperto il barattolo, va conservata in frigo e consumata nel giro di 3 – 4 giorni al massimo.

Ingredienti

  • 2 kg di mele cotogne
  • 3 limoni non trattati
  • 1 kg di zucchero

Preparazione

  • Grattugia la scorza e spremi il succo dei limoni, metti il tutto da parte.
  • Lava e asciuga le mele cotogne, priva del picciolo e taglia a pezzettini, scartando i semi con le parti della polpa non buona. 
  • Man mano che tagli, inserisci tutti i pezzi in una pentola acidulata con il succo dei limoni.
  • Versa in un tegame tutti i pezzi e inizia la cottura a fuoco medio fino a che la frutta non sarà ammorbidita.
  • Togli dal fuoco e passa il composto al passa verdura per ridurla in purea.
  • Metti sul fuoco la purea, aggiungi lo zucchero e fai cuocere a fuoco lento per 80 minuti, mescolando.
  • Terminata la cottura aggiungi la scorza grattugiata dei limoni, dai una mescolata per amalgamare bene.
  • Trasferisci la confettura ancora calda nei vasetti (precedentemente lavati e sterilizzati) fino a riempire non del tutto, ma lasciando un  centimetro dal bordo, quindi chiudi ogni vasetto ermeticamente e lascia raffreddare.
  • Conserva i vasetti in un luogo fresco e asciutto.

Melecotogne: frutti amaragnoli dell’autunno!

Ecco l’autunno donarci un frutto che, oggigiorno, non è facile trovare esposto sui banchi della frutta e verdura. Peccato, perchè le mele cotogne sono frutti ricchi di proprietà e benefici per la salute, e le ricette che si possono fare con questi frutti sono davvero tante e anche molto gustose.

Il cotogno è una pianta antichissima, era coltivata già dai Babilonesi,  molto diffusa nell’antica Grecia e presso i Romani. Fino agli anni ’60 era ben presente in molte zone d’Italia, poi a causa dello scarso interesse delle grandi reti commerciali, le aree adibite alla coltivazione di questi alberi si sono via via ridotti, e oggi questi frutti sono considerati rarità, difficile da trovare nei supermercati.

Sono stati annoverati tra i frutti dimenticati, solo in alcune zone del Sud Italia forse riesci ancora a trovare chi nel suo orto ha a disposizione un albero di mele cotogne. E’ una pianta che cresce bene in terreni aridi e in un clima caldo e secco, anche se riesce ad adattarsi anche a climi più freddi. Non raggiunge altezze elevate, al massimo fino a 6 – 8 metri di altezza. La fioritura avviene in primavera, i fiori sono bianchi o rosa, tant’è che questa sua caratteristica la rende un’apprezzata pianta ornamentale.

I frutti inizialmente sono verdi e coperti da una peluria, maturano in autunno, perdendo gran parte della peluria e assumendo un bel colore dorato. Quando il frutto è maturo, diventa profumato, con una polpa pallida e dura, ricchissima di tannini e quindi, molto astringente o “allappante”. Fortunatamente, la cottura trasforma completamente la mela cotogna, trasformandola da immangiabile, ad essere commestibile con un sapore della polpa dolce e molto aromatico.

Poveri di zuccheri, ricchi di sali minerali (in particolare, potassio e calcio), li rende ideali per prevenire crampi, utili per il sistema cardiovascolare e fortificare il sistema osseo- articolare. Inoltre, sono anche ricchi di fibre, sostanze che facilitano la digestione e aumentano il senso di sazietà.

Oltre ai tannini che hanno proprietà astringenti, le mele cotogne sono ricche di acido malico, una sostanza preziosa perchè favorisce le disinfezione delle vie urinarie.  Il frutto fresco, appena colto dall’albero, è praticamente immangiabile: la polpa è dura, aspra, per cui  se vuoi renderli un pò saporiti, devi cuocerli!

Il sapore dolce ma pungente ne fa di questi frutti un ingrediente particolare per aromatizzare piatti di carne stufata, in particolare pollame e selvaggina. Interessante la cotognata, una confettura soda e compatta, da gustare a pezzi o spalmata su fette di pane, ma anche liquori e mostarde.

Le mele cotogne sono frutti climaterici, continuano a maturare anche dopo la raccolta; quindi, se ancora sono verdi, possono essere lasciate maturare a temperatura ambiente. Una volta completata la maturazione possono essere conservate al fresco per una quindicina di giorni.

Una volta tagliati a pezzi ed esposti all’aria tendono ad ossidarsi facilmente ed ad annerire rapidamente: per questo, i pezzi vanno sempre irrorati con del succo di limone che scongiureranno questo problema.

CosimoC.

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