Un dolce semplice e delizioso, si prepara con una base di pasta frolla e un ripieno di composta di frutta. La preparazione non presenta particolari difficoltà e il suo sapore migliora con un paio di giorni di “riposo”.

Questo dolce si presta a diverse varianti: nel ripieno, ad esempio, possono essere aggiunte mandorle tostate e tritate, come in questo caso, ma nulla vieta di inserire qualunque altro tipo di frutta secca o aromatizzare con qualche spezia.

Ingredienti

  • 300 gr. di farina 00
  • 100 gr. di zucchero
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 100 gr. di burro
  • 2 uova
  • 500 gr. di cachi maturi
  • 1 limone non trattato
  • 100 gr. di mandorle tostate e tritate

Preparazione

  • In una ciotola capiente, versa la farina, forma una fontana, setaccia il lievito, aggiungi il burro freddo tagliato a cubetti, la scorza del limone grattugiata e lo zucchero.
  • Amalgama tutti gli ingredienti con la punta delle dita fino ad ottenere un composto sabbioso. 
  • Aggiungi, adesso, le uova e amalgama fino a formare un impasto compatto ed omogeneo.
  • Avvolgi l’impasto nella pellicola  e fai riposare in frigo per 30 minuti.
  • Pela i cachi e raccogli la polpa in una ciotola. Con le dita schiacciala un pò e togli i noccioli che si trovano dentro.
  • Una volta pulita da tutti i noccioli aggiungi la granella di mandorle e mescola per amalgamare.
  • Trascorso il tempo di riposo della pasta frolla, stendi l’impasto su carta da forno che andrai a sistemare in una teglia del diametro di 26 cm.
  • Farcisci con la crema di cachi e mandorle e completa sovrapponendo delle strisce di pasta.
  • Inforna a 180 °C per 30 minuti circa o finchè diventerà ben dorata.

Autunno, la stagione dei cachi!

Se c’è un frutto che marca questa parte dell’anno il mio orto, è questa piccola sfera arancione, dalla pelle lucida, tesa, quasi trasparente. La polpa, molto dolce, simile ad una morbida crema, tant’è che si fanno mangiare con un cucchiaino.

Una storia millenaria c’è dietro questi frutti, che da noi, in Europa, sono arrivati alla fine del ‘700 come pianta ornamentale. La sua comparsa nel nostro bel Paese, invece, risale verso la fine dell’800. Il primo albero di cachi fu portato a Firenze per i giardini di Boboli, mentre le coltivazioni per la produzione dei frutti sorsero nel salernitano a partire dal 1916, estendendosi, poi in Emilia e Sicilia. In Giappone, i cachi sono utilizzati per la produzione  di un vino a bassa gradazione alcolica, ed il suo succo viene impiegato per chiarificare il sakè (bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del riso).

Le varietà più comuni sono i cachi comuni e i cachi mela. Il cachi comune non è consumabile subito dopo la raccolta; deve, infatti, essere “ammezzito” ovvero, fatto maturare fino a perdere il contenuto di tannini. Da questa maturazione segue una produzione di zuccheri che lo renderà, appunto, dolcissimo. Il secondo, invece, ha una consistenza soda ma pur sempre dolce e gradevole al palato.

I cachi sono ricchi di vitamina C e K, due vitamine molto importanti, perchè servono a rafforzare le difese immunitarie e quindi affrontare e prevenire con più efficacia i primi raffreddori che incalzano in questa stagione. Inoltre, hanno proprietà lassative e diuretiche, grazie al buon contenuto di fibre che danno una mano a regolarizzare le funzionalità intestinali Con la loro ricchezza d’acqua  reidratati a fondo l’organismo e, nello stesso tempo, a stimoli la diuresi.

I cachi sono anche ricchi di betacarotene, licopene, luteina, zaxantina, sostanze antiossidanti fondamentali per il benessere di pelle, vista, capelli e tenere a debita distanza tutte quelle tossine responsabili dell’invecchiamento precoce delle cellule del nostro corpo.

Ottimi da gustare così come sono e perfetti per concludere il pranzo come dessert, i frutti “super” per deliziare il palato con gustose ricette dolci e salate.

Si possono conservare in frigo per qualche giorno, se non eccessivamente maturi, oppure all’esterno in un luogo fresco ed al riparo da fonti di calore se ancora acerbi. In questo caso, per favorire la maturazione, basta riporli in un cestino di vimini o in una cassetta e poi collocare all’interno anche qualche mela: dopo qualche giorno risulteranno maturi.

CosimoC.

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