Un contorno molto delizioso e facile da preparare: partendo dalle fave fresche appena sbucciate, e data una leggera sciacquata sotto l’acqua corrente, si fanno stufare in un tegame con un soffritto di cipolloto, aglio e prezzemolo, e poi conditi con foglie di menta e del buon olio d’oliva. Una volta pronte le fave vanno gustate subito, appena tiepide, accompagnate da pane casereccio. Volendo si rivela un ottimo condimento per la pasta.

Ingredienti

  • 1 kg di fave fresche
  • 1 cipollotto
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • Sale
  • Pepe
  • Olio extravergine d’oliva
  • Qualche foglia di menta fresca

Preparazione

  • Sbuccia le fave e lava sotto l’acqua corrente. Trita il cipollotto, prezzemolo e aglio.
  • In un tegame versa 2 – 3 cucchiai di olio, fai riscaldare, poi versa il trito e fai soffriggere.
  • Unisci le fave e mescola per fare insaporire il tutto.
  • Cuoci le fave con il coperchio su fiamma moderata, unendo il sale, il pepe e mezzo bicchiere di acqua calda, per circa 20 minuti.
  • Terminata la cottura, condisci con un filo di olio a crudo, spolverizza le foglie di menta fresca e servi a tavola.

LE FAVE: SCOPRIAMO GLI INNUMEREVOLI BENEFICI DI QUESTI DELIZIOSI LEGUMI!

Adoro questo legume primaverile, si rivela un alimento molto saporito oltre che salutare. Le fave si coltivano soprattutto nelle regioni meridionali, in particolare Puglia, in Campania, Lazio, Sicilia e Sardegna sono le regioni con la maggiore produzione e consumo di fave. Si seminano tra gennaio e marzo, per poi essere raccolte nel periodo primaverile: maggio è il mese di massima produzione, anche se la loro stagione è compresa tra aprile e giugno.

Sono ricchissimi di acqua, fibre, proteine e pochissimi grassi; per queste caratteristiche sono un cibo ipocalorico e con ottimi benefici per la salute. Inoltre, contengono molto minerali: tra questi spicca il ferro, il potassio e il calcio. Tante anche le vitamine, tra cui la vitamina C, vitamina A e vitamine del gruppo B.

Preziosissimi anche perchè aiutano a regolare il colesterolo, migliorando la disponibilità di quello buono HDL e abbassando quello cattivo LDL; prevengono l’osteoporosi, agiscono sulla glicemia, abbassandola, aumentano il senso di sazietà, diminuendo la probabilità di incorrere in attacchi di fame nervosa e abbuffate ai pasti, insomma, hanno tutte le carte in regola per essere classificate come cibo superfood.

E non sono finiti i benefici: nelle fave è contenuta levodopa, un precursore di alcune sostanze presenti nel cervello e fondamentali per il benessere del nostro apparato neurologico. La levodopa si trova sopratutto nel seme della fava immatura e, man mano che la fava “invecchia” diminuisce anche la quantità di levodopa in essa contenuta. La L-dopa è presente come principio attivo nel principali farmaci utilizzati per la cura del Morbo di Parkinson e, per questo motivo, i semi di fava sono oggetto di numerosi studi.

I lunghi baccelli di colore verde al momento dell’acquisto devono essere turgidi, lisci e soprattutto pieni; pertanto, non devono presentare parti annerite o ammuffite, nè parti ingiallite o color ruggine. Si possono conservare in una cesta in un luogo fresco o in frigo in un sacchetto di carta. Scegliendo le fave quando sono giovani e freschissime, si possono consumare anche crude. In questo caso, basta aprire il baccello, estrarre il seme ed eliminare la pellicola che lo racchiude, il cosiddetto tugumento. Così sgranate e sbucciate si gustano con salame e un tipo di formaggio stagionato. Se sono tenere si possono anche cucinare con la buccia: in tal caso, cuociono in circa mezz’ora. Diversamente, è meglio sbollentarle per pochi istanti, scolarle e sbucciarle poichè la buccia dura è leggermente amara. Le fave sbucciate cuociono in pochi minuti: da 5 a 15.

Nell’antica Grecia, le fave venivano impiegate nelle votazioni politiche: le fave bianche indicavano il consenso positivo, mentre le fave nere quello negativo. Nell’antica Roma, invece, le fave riscossero un particolare successo tanto che una delle famiglie più importanti dell’epoca, i Fabi, pare avesse preso il proprio nome appunto dalla fava. I baccelli contengono normalmente 6 semi; secondo un tradizione del nostro Paese trovare un baccello contenente 7 semi equivale ad andare incontro ad una grande fortuna.

CosimoC.

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