Ingredienti

  • 1 kg di fichi
  • 100 – 150 g di mandorle
  • semi di finocchio selvatico

Preparazione

  • Lava i fichi (sodi, maturi e sani), asciuga con cura lasciando la buccia.
  • Taglia a metà e sistema su una superficie al sole con la parte del taglio rivolta verso l’alto. Dovranno rimanerci per circa una decina di giorni (la durata dipende dalle giornate: se ampiamente soleggiate e calde i tempi si possono ridurre di qualche giorno).
  • Ogni tanto( tipo una volta al giorno) girare il verso dei fichi.
  • A conclusione della giornata, riportare dentro i fichi per evitare che prendano troppa umidità e rimetterli fuori all’indomani (ovviamente se il tempo lo permette!).
  • Terminato il periodo dell’essiccamento, procedere con la farcitura, sistemando sulla metà una mandorla e gli aromi.
  • Chiudi con un altra metà, formando una coppia.
  • Sistema le coppie in una teglia foderata con carta da forno e inforna a 180 °C per 15 minuti circa.
  • Adesso, sforna, fai raffreddare, successivamente procedi con la sistemazione di tutte le coppie in dei barattoli di vetro, alternando con foglie di alloro.
  • Fai riposare in luogo asciutto e fresco per una ventina di giorni prima di procedere con il consumo.

Oltre alla mandorla si possono aggiungere altri ingredienti. Io ho aggiunto i semi di finocchio selvatico, ma nulla vieta di aggiungere scorza di limone grattugiata o pezzi di cioccolato, oppure della cannella in polvere. Tutto dipenderà dai gusti personali.

Fichi secchi mandorlati: una specialità gastronomica tutta pugliese

Si usa chiamarli dalle mie parti “fichi maritati”, perchè due metà di fichi verdi vengono accoppiati, inserendo spezie a piacimento e frutta secca (in questo caso è stata inserita una mandorla intera). Una ricetta dolce molto diffusa in molti paesi dell’Alto Salento, in particolare, provincia di Brindisi e Taranto. Nella provincia di Brindisi, ad esempio, a San Michele Salentino ogni anno, alla fine del mese di Agosto, si organizza la Fiera del fico mandorlato. Una manifestazione che attira tanta gente del posto ma anche turisti, desiderosi di degustare queste prelibatezze esposte sui banchetti allestiti appositamente lungo il viale del centro cittadino.

I fichi verdi, con un buon livello di maturazione, vengono raccolti prima che cadano giù. Per quelli che si trovano sui rami più in alto, ci si avvale di bastoni di legno, con un’estremità a forma di “uncino”, adatti per agganciare i rami più in alto, tirarli giù e quindi staccare i frutti.

In genere, si evita di salire direttamente su questi alberi, innanzitutto, perchè la chioma mantiene solitamente un’altezza di pochissimi metri, ma soprattutto perchè i rami sono molto fragili (quindi è molto probabile che poggiando il peso del proprio corpo, possa cedere, con conseguenze poco piacevoli!). Se non usi il bastone, si possono raggiungere i rami più alti, utilizzando una scala che non va ad appoggiarsi all’albero.

Terminato il raccolto, i fichi vengono trasportati a casa e qui si comincia con tagliare ogni fico in due nel senso della lunghezza, senza staccare, però, le due parti, così da mantenere la coppia, e sistemati poi una a fianco all’altro su delle grate fatte con canne di bambù (cannizzi) per l’essiccazione. In alcuni casi si appiattiscono leggermente e si proteggono dagli insetti (se è il caso!) con una rete.

Durante il giorno vengono girati anche più volte in maniera da ottenere una giusta ed uniforme disidratazione del fico, mentre la sera o all’arrivo della pioggia, vengono rientrati e messi al riparo. Dopo circa una settimana, ovvero quando raggiungeranno il giusto grado di essiccazione, le metà vengono prelevate dalle grate e si procede con fare la ricetta.

All’interno della metà viene sistemata una mandorla intera, leggermente tostata e non pelata; eventualmente, se disponibile e se gradito, anche qualche seme di finocchietto selvatico, quindi si sovrappone un’altra metà, si unisce e si chiude la coppia così da formare una sorta di “otto”. A questo punto, vengono sistemati in delle teglie e infornate a temperatura medio-bassa e lasciate a cuocere per circa un’ora. Dopo la cottura in forno, i fichi si lasciano raffreddare un pò prima di sistemarli in dei vasetti di vetro, alternando strati di fichi con foglie di alloro. Pur non contenendo alcun tipo di conservanti, si mantengono per almeno 8 – 10 mesi, quindi possono essere gustati durante tutto l’inverno, magari come spuntino del pomeriggio, ma sono ottimi anche se vengono inseriti nel menù della prima colazione.

Fichi: proprietà e benefici

I fichi  maturano e si raccolgono nei mesi estivi e nella prima parte del periodo autunnale. Ne esistono di tantissime varietà, diverse per forme e colori, con proprietà nutrizionali interessanti.

I più comuni sono quelli verdi, seguiti da quelli neri. Pur essendo molto dolci, contengono solo in misura dell’11-12% di zuccheri facilmente assimilabili per un totale di appena 47 Kcal/100gr: molto meno dei mandarini e dell’uva che ne contengono quasi il doppio. Sono presenti in essi in buona quantità minerali come potassio, calcio, ferro, scarseggiano le vitamine (vitamina C, A, del gruppo B), e fibre. Un alimento nutriente, facilmente digeribile, con un leggero effetto lassativo, raccomandato in tutte quelle fasi della vita come l’infanzia, l’adolescenza, la gravidanza, la convalescenza ed in tutte quelle attività, ed in particolar modo in quella sportiva, nelle quali si rende necessario una fonte di energia rapidamente utilizzabile.

La diffusione dei fichi freschi sui grandi mercati è molto limitata e questo per due motivi: i fichi sono frutti che si deteriorano rapidamente in pochi giorni, e poi tendono a danneggiarsi facilmente in fase di trasporto. Questi due elementi insieme ne hanno da sempre limitata la commercializzazione nella grande distribuzione organizzata, restringendo, quindi, la diffusione e consumo a livelli più o meno locali, ove negli orti domestici, anche con poche cure da riservare all’albero, si ha una buona disponibilità di frutti eccellenti per il consumo immediato.

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