Di un colore rubino acceso, dolce al punto giusto con un retrogusto amarognolo, questo liquore è ideale come digestivo al termine di un pranzo.

Un prodotto molto noto nella tradizione culinaria giapponese, protagonisti sono questi deliziosi frutti che, quest’anno, sui miei due alberi sono davvero tanti e anche molto rigogliosi. Ecco la ricetta:

INGREDIENTI

  • 500 ml di alcol 95°
  • 1 litro d’acqua
  • 500 g di prugne nere
  • 150 g di zucchero
  • 1 baccello di vaniglia

PREPARAZIONE

  • Lava le prugne, asciugale e privale delle parti ammaccate o rovinate. Taglia a pezzi e riponi in una pentola.
  • Versa dentro l’acqua, lo zucchero, la vaniglia, metti la pentola sul fuoco e porta a bollore. Spegni il fuoco e lascia raffreddare.
  • Una volta freddo, unisci l’alcol, mescola e travasa in un recipiente che verrà chiuso ermeticamente e fatto riposare per una settimana lontano dalla luce (durante la settimana ricordarsi di smuovere il liquore almeno una volta al giorno).
  • Passato il tempo di riposo, prendere un colino a maglie strette e filtrare almeno due volte.
  • Procedi versando il liquido in delle bottiglie, precedentemente lavate e sterilizzate, infine, conserva in un luogo fresco e asciutto.

Prugne (o susine): frutti della tarda estate!

Saporite e succose, ricche di acqua e di vitamine, le prugne maturano in estate e all’inizio dell’autunno. Si consumano come frutta al mattino e a merenda oppure a fine pasto e sono ideali per preparare confetture.

Oltre all’acqua e alle vitamine, questi frutti deliziosi e succosi sono anche ricchi di fibre e sali minerali, quando sono secche diventano un efficace alimento anti-invecchiamento e svolge un effetto benefico sulle funzioni intestinali.

Gli alberi che le producono, il susino, possiede la capacità di resistere molto bene al freddo e alle gelate e sanno adattarsi in presenza di terreni calcarei e argillosi.

Le aree di maggior produzione a livello mondiale sono l’Europa, la Cina e gli Stati Uniti, da cui provengono le celebri prugne della California. In Italia, invece, le regioni dove le susine vengono maggiormente coltivate sono: Campania, Emilia Romagna, Marche, Lazio, Abruzzo, Piemonte e Trentino Alto Adige.

Normalmente si parla di susine intendendo i frutti freschi e di prugne riferendosi ai frutti essiccati. La forma dei frutti è leggermente allungata e il colore della buccia può variare, a seconda delle varietà, dal giallo, all’arancio, al verde, al blu-violaceo.

Si possono consumare al naturale oppure possono essere cotte ed utilizzate per la preparazione di confetture, liquori, gelatine e dolci di vario tipo. In estate risultano particolarmente gradevoli unite ad altra frutta di stagione nella preparazione di macedonie e frullati freschi.

Le susine (o prugne) sono ricche di vitamina A, che possiede un forte potere antiossidante ed è dunque molto utile per combattere l’invecchiamento e le malattie neurodegenerative. Inoltre, ha un effetto benefico su pelle, unghie e capelli, stimolante per il sistema nervoso e decongestionante per il fegato.

Tra i sali minerali ricordiamo il potassio, che è necessario reintegrare nel nostro organismo in particolare d’estate e in presenza di climi afosi, quando viene più facilmente espulso dal nostro organismo attraverso il sudore. Sono, inoltre, ricche di magnesio, calcio e fosforo, indicate dunque per anziani e bambini e per tutti coloro che soffrono di spossatezza all’arrivo dei primi climi caldi.

Al momento dell’acquisto sceglile non troppo acerbe, poichè questi frutti maturano a fatica una volta colti. Lasciali fuori dal frigorifero per favorire la maturazione. Una volta ben mature, le susine si possono conservare in frigo per una settimana circa.

Si possono consumare si con che senza buccia. a seconda delle varietà, la polpa può risultare più o meno morbida e succosa e il sapore più o meno acidulo.

CosimoC.

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