Una conserva molto saporita che non manca mai in dispensa, che realizzo nel pieno dell’estate con i peperoni freschi appena raccolti dalle mie piante. Ideali da servire come gustoso antipasto o come contorno per piatti di carne.

In questa ricetta i peperoni dopo averli lavati, tagliati e privati dei semini e filamenti contenuti all’interno, dò una leggera sbollentata in vino e aceto in ebollizione; successivamente, procedo con la conservazione nei vasetti.

Esiste anche una seconda procedura, forse più laboriosa, e cioè cuocere in forno per un tot di minuti i peperoni e poi procedere con la spellatura e pulizia dei semini e filamenti contenuti all’interno dei peperoni. Entrambi i metodi sono validi, il risultato comunque sarà una conserva davvero ottima!

Se il sottovuoto è avvenuto correttamente, i vasetti si conservano in dispensa per circa due mesi. I barattoli aperti, invece, vanno conservati in frigo per massimo tre giorni.

Come sterilizzare i barattoli per le conserve?

Questo è un passaggio importante e obbligatorio se si vuole garantire integrità e tempi di conservazione prolungati nel tempo.

Le conserve, si sa, che siano dolci o salate, si preparano per un consumo differito nel tempo, che può essere anche nella stagione successiva a quella in cui si prepara. Questo per neutralizzare gli agenti patogeni che, nei vasetti e sui tappi non sanificati, se ne trovano in abbondanza, e che possono portare ad un rapido deterioramento del prodotto conservato.

Tranquillo, la procedura è semplicissima: basta sistemare i barattoli in una pentola, riempire d’acqua fino ad immergere completamente i barattoli e portare a bollore l’acqua. Da questo punto fai bollire per almeno 20 minuti. Spegni il fuoco, inserisci i coperchi e lascia raffreddare in acqua. Con una pinza preleva barattoli e coperchi, adagia su un piano foderato con canovaccio e fai asciugare completamente. La sterilizzazione deve essere fatta lo stesso giorno in cui si decide di fare la conserva.

Ingredienti

  • 5 – 10 peperoni (a seconda della grandezza dei peperoni)
  • 1 litro di aceto di vino bianco
  • 500 ml vino bianco
  • 1 cucchiaio di sale
  • pepe nero
  • foglie di alloro
  • 4 spicchi di aglio
  • foglie di basilico
  • Olio extravergine d’oliva

Preparazione

  • Lava i peperoni, taglia in due parti, priva dei filamenti interni e dei semini, quindi riduci in striscioline.
  • Metti in una pentola sul fuoco vino e aceto, porta a bollore. Aggiungi il sale ed i peperoni e fai sbollentare un pò per volta per 3 minuti.
  • Trascorso questo tempo, sollevali con un mestolo forato e tieni da parte a scolare.
  • Prepara tutti gli aromi: taglia a pezzettini l’aglio, spezzetta le foglie di basilico e alloro.
  • Con un pò di carta da cucina tampona i peperoni per rimuovere il liquido in eccesso.
  • Inserisci ora i peperoni nei vasetti, alternandoli con tutti gli aromi. Man mano pressa i peperoni con una forchetta per evitare che si creino dei vuoti d’aria.
  • Ricopri quindi completamente con l’olio. Chiudi ermeticamente tutti i vasetti e fai bollire in una capiente pentola piena d’acqua per 10 minuti.
  • Una volta raffreddati, riponi tutti i vasetti di peperoni sott’olio in dispensa.

(dosi per 3 vasetti da 500 g cadauno)

Peperoni: dolci, colorati, a volte anche piccanti!

Come tanti altri alimenti comuni sulle nostra tavole, il peperone arriva dal nuovo mondo, probabilmente dal Messico, uno dei primi vegetali ad essere addomesticato dalle popolazioni indigene delle Americhe; peperoni e peperoncino erano molto apprezzati dagli Aztechi che, secondo quanto riferiscono i primi missionari spagnoli, ne coltivavano già diverse varietà.

Si pensa che sia stato Cristoforo Colombo a dare un nome a queste verdure dal gusto piccante, chiamandole appunto peperoni per analogia con il gusto piccante del pepe, la spezia più costosa e ricercata in Europa.

Il successo di queste verdure e della loro variante piccante fu rapidissimo: i primi semi furono portati in Europa già nel 1493 e, grazie all’adattabilità dell’arbusto, si diffuse in tutto il vecchio continente, dove vennero selezionate diverse varietà, dolci e piccanti, dai più diversi colori.

Sono verdure caratterizzate da un apporto calorico davvero modesto, poco più di 30 calorie per 100 g di prodotto pulito; i grassi sono praticamente assenti, appena 0,2 g, le proteine sono circa 1 g, mentre gli zuccheri arrivano a 6,5 g, con un ridotto contenuto di fibre.

Molto elevato il contenuto di vitamina C, ma anche vitamine del gruppo B, E e K. Tra i sali minerali discreto il contenuto di potassio, manganese, magnesio, fosforo e ferro. Altre sostanze la cui presenza aumenta durante la maturazione (nella fase iniziale della crescita  i peperoni sono verdi, man mano che crescono assumono colori diversi, dal rosso, al giallo, arancione e verde scuro) sono luteina e zeaxantina, abbondanti soprattutto nelle varietà verdi e gialli, capsantina e capsorubina, più abbondanti nelle varietà rosse: si tratta di carotenoidi che, assieme al beta-carotene, rendono i peperoni davvero preziosi per la salute di pelle, unghia, capelli, vista, svolgendo anche un’azione protettiva nei confronti del sistema cardiovascolare e delle funzionalità di fegato e reni.

I peperoni sono verdure che tendono a deteriorarsi facilmente; quindi, dopo un eventuale acquisto, vanno conservati in frigo e consumati nell’arco di 4 – 5 giorni. Volendo si possono congelare, dopo accurato lavaggio. Una volta tagliati, però, vanno consumati rapidamente poichè perdono subito gusto e sostanze nutritive. Per preparare il peperone al consumo è necessario rimuovere il picciolo e le coste bianche interne e i semi. Possono essere spellati mettendoli in forno a 200 °C per 10 – 15 minuti, fino a che la buccia non annerisce e si rigonfia; successivamente, vanno lasciati raffreddare per qualche minuto e quindi privati della pellicina che riveste la polpa, dei semini e dei filamenti interni, prima di essere conditi e gustati. In questo modo risulteranno un poco più digeribili, grazie ad una significativa riduzione del contenuto di cellulosa presente in abbondanza nelle parti scartate.

CosimoC

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