Dolce al cucchiaio senza cottura, fresco e delizioso, questo dessert vede infatti la presenza, tra gli ingredienti ,di biscotti Savoiardi insaporiti con il latte di mandorle fatto in casa.

Semplice da preparare, questa piacevole variante di tiramisù si presenta come un ottimo dolce da servire freddo dopo i pasti o da consumare nello spuntino pomeridiano.

Ingredienti

  • 4 tuorli
  • 100 gr. di zucchero
  • 500 ml di latte di mandorle
  • 45 gr. di amido di mais
  • 100 gr. di yogurt bianco
  • 150 gr. di mascarpone
  • 300 gr. di Savoiardi
  • latte di mandorla per inzuppare i biscotti

Preparazione

  • Versa il latte di mandorla in un tegame, metti sul fuoco e fai raggiungere il bollore.
  • In una ciotola, sbatti i tuorli insieme allo zucchero, setaccia dentro l’amido di mais e mescola bene.
  • Preleva un mestolo di latte caldo, versa nel composto di uova e zucchero, mescola  con una frusta per stemperarlo, poi, unisci al resto del latte e lascia addensare a fuoco dolce.
  • Togli dal fuoco, trasferisci la crema in una ciotola e fai raffreddare completamente.
  • In un’altra ciotola, ammorbidisci il mascarpone con lo yogurt bianco. Quando la crema di uova e latte sarà completamente fredda, miscela con questa e  mescola fino ad ottenere un composto perfettamente cremoso ed omogeneo.
  • Inzuppa i biscotti nel latte di mandorla e, man mano,  sistema in una pirofila rettangolare, alternando uno strato di biscotti con la crema di latte di mandorle e mascarpone.
  • Forma un paio di strati di biscotti, in superficie ricopri con la crema rimasta. Lascia riposare per 1 ora prima di servire. 

Storia del tiramisù

Il tiramisù è un dolce italiano molto goloso e amato da tutti, ma che ha origini un pò misteriose. Sono tante le Regioni italiane che si contendono la paternità di questo dolce, fra le quali troviamo il Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Piemonte.

Un dolce molto semplice, al cucchiaio, fatto di pochi ingredienti semplici come savoiardi, uova, zucchero, mascarpone, caffè e cacao. Tiramisù è la quinta parola italiana della categoria cibo più conosciuta all’estero e la prima parola della categoria “dolci”.

Sarebbe meglio usare il plurale più che il singolare: invece di storia del tiramisù sarebbe meglio parlare di “Storie del Tiramisù”, visto che questo dolce ha diverse origini e leggende alle spalle. Ad esempio, l’Accademia del Tiramisù pone le origini di questo dolce a Treviso tra la seconda metà del ‘700 e inizio ‘800, da qui deriverebbe anche il nome “tirame su” ora italinizzato in tiramisù. Una leggenda non scritta circola tra le vie di Treviso che racconterebbe la nascita del tiramisù per mano di un’astuta “maitresse” di una casa di vizi e piaceri della città. Qui la proprietaria della casa preparava questo dolce per poter sollevare gli uomini che si presentavano affranti al locale.

Nel corso dei secoli questo racconto leggendario venne nascosto, soprattutto nel periodo del proibizionismo, dove con un velo di pudore venivano celate tutte le storie non consone per quel tempo. Divenne così un dolce semplice e goloso preparato all’interno di tutte le case del trevigiano, chiamato “sbatutin”. Un dolce cremoso, fatto di tuorli d’uovo sbattuti e zucchero, servito insieme a dei biscotti friabili. Molte nonne preparavano con tanto amore questo dolce per i loro nipotini e per questo che all0interno della ricetta ufficiale non compare l’uso del liquore, ingrediente che solo dopo molti anni verrà inserito in fase di preparazione.

In seguito , prima della Prima guerra mondiale, si iniziarono ad aggiungere il caffè, il mascarpone e il cacao e da qui inizia a prendere forma la ricetta che tutt’oggi conosciamo.

Una seconda storia dell’origine del tiramisù come lo conosciamo noi giugerebbe da Siena, in occasione della visita del granduca Cosimo III de’Medici e viene associata all’importazione per la prima volta del caffè in terra italiana.

Altri appassionati del tiramisù, invece, ritengono, che il famoso dessert abbia origini emiliane, poichè lo scrittore gastronomo e critico letterario forlivese Pellegrino Artusi ne descrisse la ricetta nel suo libro “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, stampato nel lontano 1891. In questo caso, però, vi sono alcune difformità, innanzitutto il dolce si chiamava Dolce Torino e poi al posto del mascarpone veniva usato il burro.

Ci spostiamo adesso in Piemonte, dove un’altra ipotesi vuole che il tiramisù sia stato creato da un pasticcere della città di Torino appositamente per dare sostegno a Camillo Beso Conte di Cavour, mentre svolgeva la sua attività politica per unificare il territorio italiano.

Arriviamo, infine, ai due contendenti più agguerriti, ovvero la regione Friuli-Venezia Giulia ed il Veneto. La tesi a favore di quest’ultima regione racconta che la paternità del tiramisù appartiene alla città di Treviso dove la creazione del dolce avvenne verso la fine degli anni ’60 presso il ristorante “Alle Beccarie” da parte del pasticcere cuoco Roberto “Loly” Linguanotto. Il nome del dolce fu coniato in dialetto veneto “tirame sù” e poi italianizzato in tiramisù per le eccezzionali capacità ristoratrici e nutrizionali del dessert.

Inizialmente questa argomentazione era ritenuta valida, anche perchè il Friuli-Vanezia Giulia non aveva fatto molto per opporsi, ma viste le dichiarazioni del Presidente del Veneto, Luca Zaia, di voler avviare la pratica per il riconoscimento della tipicità territoriale del dolce, i comuni di Tolmezzo in Provincia di Udine e di Pieris di San Canzian D’Isonzo (Go) hanno fatto sentire le loro proteste. Difatti, nella prima provincia friulana si afferma che il conteso dessert è stato inventato nell’albergo Roma gestito da Norma Pielli, assieme al marito Giuseppe “Beppino” del Fabbro. Nel ristorante dell’albergo veniva servito il dolce Torino di Pellegrino Artusi, a base di savoiardi, burro, cioccolato, tuorlo d’uovo, latte e fu proprio la signora Pielli nel 1951 a decidere di modificarlo sostituendo il mascarpone al burro ed inzuppando i savoiardi nel caffè amaro; il nome tiramisù fu deciso invece dal marito poichè era un dolce che tirava sù

Le versioni

Un dolce amatissimo da noi italiani e molto apprezzato all’estero che nel tempo si è evoluto nella composizione degli ingredienti, aggiungendo o addirittura sostituendo alcuni ingredienti originari con altri. Per esempio, al posto dei Savoiardi si possono usare i pavesini, al posto del caffè usare vari tipi di liquori ( a cominciare dal limoncello) o altre bevande quale potrebbe essere uno squisito latte vegetale.

Per quanto riguarda l’ingrediente che originariamente veniva usato per spolverizzare il tiramisù, il cacao, è facile imbattersi in tiramisù arricchiti con della frutta secca tritata oppure semi oleosi o spezie soprattutto di origine estera.

Latte di mandorla: la ricetta per farlo in casa

Bastano solo tre ingredienti per preparare questa bevanda vegetale leggera, nutriente e molto gustosa. Ovviamente delle ottime mandorle (io ho usato quelle che raccolgo dai miei alberi quando sono ancora verdi avvolti nel mallo – ma vanno bene anche se sono secche), zucchero semolato e acqua naturale.

Le dosi sono queste:

  • mandorle: 150 grammi
  • acqua: 1 litro
  • zucchero semolato: 100 gr

Ok, vediamo adesso le fasi della preparazione:

1° step: Metti in ammollo le mandorle sgusciate in acqua fredda per qualche ora per facilitare l’operazione di spellatura della pellicina gialla che avvolge il seme bianco.

2° step: elimina la pellicina di tutte le mandorle;

3° step: una volta spellate, trita le mandorle finemente con una parte di acqua e lo zucchero con un mixer.

4° step: Aggiungi la parte restante di acqua e filtra il composto all’interno di un canovaccio pulito.

5° step: versa il succo filtrato in una bottiglia di vetro, chiudi la bottiglia con il suo tappo e conserva in frigo.

Attenzione: il latte di mandorle si conserva per non più di 4 – 5 giorni. Prima di servirlo, agita sempre la bottiglia

CosimoC.

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