Ideale per colazione e merenda, da provare a rendere più dolce questo autunno, stagione nella quale le melagrane abbondano e sono belle e rigogliose.

Ingredienti

  • 2 uova
  • 100 gr. di zucchero
  • 130 gr. di burro
  • 120 gr. di farina 00
  • 170 ml di succo di melagrana
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • la scorza di un limone grattugiata
  • 80 gr. di zucchero a velo

Preparazione

  • Spremi i chicchi della melagrana fino ad ottenere la quantità di succo richiesto, poi monta le uova con lo zucchero finchè non risulteranno spumose. Aggiungi il burro ammorbidito e mescola.
  • Successivamente, setaccia la farina, il lievito, aggiungi la scorza del limone, metà del succo di melagrana e mescola nuovamente.
  • Versa il composto in una teglia da 22 cm di diametro foderata con carta da forno, livella un pò e inforna a 180 °C per 30 minuti.
  • Nel frattempo, con il restante succo di melagrana prepara uno sciroppo: in un pentolino versa il succo con lo zucchero a velo e fai cuocere per un paio di minuti  fin quando non otterrai una glassa.
  • Quando il dolce sarà cotto, sforna e lascia nella teglia.
  • Con i rebbi di una forchetta pratica dei fori sulla superficie, verso quindi lo sciroppo e lascia raffreddare.

Buone, buonissime, le melagrane!

Frutti della pianta del melograno, ricchi di tanti benefici, non solo sono ottime da mangiare nei dolci o anche da sole, nascondono tante proprietà benefiche che possono solo farci stare bene.

Sono frutti dell’autunno (ottobre e novembre sono i mesi principali per la raccolta), frutti bellissimi grazie al loro colore rosso rubino brillante, e alla loro particolare conformazione a chicchi, che le rendono frutti preziosi per il nostro organismo.

Questa “mela con i chicchi” dall’origine latina del nome “melum=mela e “granatum=con i semi”, le melagrane sono conosciute per le loro caratteristiche antiossidanti che ci aiutano a prevenire l’invecchiamento precoce delle cellule. Altra caratteristica molto importante è la fonte sostanziosa di vitamine che le caratterizzano, come ad esempio, la vitamina C, infatti, ne contiene circa il 20% del fabbisogno giornaliero.

E’ ricca, inoltre di vitamina A, E, K e di vitamine del gruppo B, che in autunno aiutano tanto a prevenire molti malanni di stagione. Anche i sali minerali non mancano nelle melagrane; infatti, al suo interno, sono contenute lo zinco, potassio rame e fosforo. Anche a livello calorico non mancano i pregi, poichè per 100 g di frutto sono presenti 65 calorie.

Frutti di una pianta millenaria di origine asiatica che, oltre ai paesi del mediterraneo, è diffusa fino all’estremo Oriente.

Molte sono le leggende che riguardano la melagrana, tutte legate al concetto di fertilità e abbondanza: nell’antica Grecia il melograno era pianta sacra di Venere e Giunone; a Roma le spose lo usavano per acconciarsi i capelli. In Turchia le donne lanciavano a terra una melagrana perchè, contando i semi fuoriusciti dal frutto spaccato, avrebbero saputo il numero dei figli; in Dalmazia, invece, lo sposo trasferisce un albero dal giardino del suocero al suo.

Al primo impatto la melagrana può sembrare un frutto difficile da utilizzare in cucina, poichè è caratterizzato da un gusto acidulo, che ad un primo assaggio risulta difficile da abbinare. Al contrario, questi frutti possono essere usati in moltissime preparazioni in cucina.

Per esempio, il suo gusto particolare e la croccantezza dei suoi chicchi è ideale per rendere originali e appetitose molte insalate, tipo quelle fredde con cereali, che nella stagione autunnale possono essere preparate con ortaggi come il broccolo o le barbabietole. Sono ideali per preparare delle insalate di frutta  e verdura.

Se non sei amante dei semi contenuti all’interno dei chicchi, puoi comunque utilizzare il succo di melagrana.

Il succo, ad esempio, oltre che bevuto fresco, è ottimo per accompagnare carni rosse o anche come base per preparare salse di accompagnamento di arrosti.

Insomma, questi frutti si possono gustare in diversi modi, in più sono alleati della nostra salute, quindi, quando arrivano a maturazione, non bisogna esitare a consumarli.

CosimoC

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